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Sistema di analisi che combina la radiazione raccolta da due o più strumenti (telescopi o radiotelescopi), posti ad una certa distanza l'uno dall'altro, che può variare da pochi metri (per telescopi che raccolgono luce visibile) a svariati chilometri (per radiotelescopi). Permette di studiare in maggior dettaglio sorgenti di piccole dimensioni, rispetto ad un singolo strumento.
La capacità di un telescopio di distinguere particolari piccoli è tanto maggiore quanto più grande è il suo diametro. Per l'astrofisica moderna, rivolta ad oggetti sempre più deboli e lontani, occorrerebbero strumenti di enormi dimensioni, troppo pesanti e costosi. La soluzione è usare due o più telescopi o radiotelescopi posti ad una certa distanza fra loro, puntarli verso lo stesso oggetto del cielo e combinare le immagini risultanti. questo equivale ad usare un unico strumento di diametro pari alla distanza fra i singoli telescopi.
La luce viaggia sotto forma di onde elettromagnetiche che si propagano in una direzione ben definita. Come le onde dell'acqua, esse hanno picchi e avvallamenti. Se si getta un sasso in uno stagno, si formano onde concentriche. Gettandone un altro vicino, le sue onde si sovrappongono a quelle generate dal primo (fenomeno detto interferenza). L'interferenza può essere:
- costruttiva, se la cresta di un'onda si sovrappone alla cresta dell'altra, generando una cresta ancora più alta
- distruttiva, se la cresta di un'onda si sovrappone con l'avvallamento dell'altra, cancellandosi reciprocamente
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Interferenza fra onde
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