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 Oro!
 

Di certo non farà diventare ricco nessuno ma aver scoperto l'oro a 2500 anni luce di distanza ha comunque il suo valore. Lo sanno bene gli astronomi che per la prima volta hanno individuato tracce del prezioso metallo in una stella ai confini della nostra galassia. Per loro questo vuol dire avere tra le mani un indizio fondamentale per stabilire la vera età di questo astro lontano, ritenuto tra i più vecchi dell'Universo.

Tracce della presenza di oro sono state trovate in una stella ai confini della nostra galassia
 
Nello spazio minuscole particelle di oro possono formarsi durante le esplosioni di stelle morenti

Per capirne l'importanza, bisogna sapere che nello spazio l'oro riesce a formarsi solo in condizioni estreme quali l'esplosione di stelle al termine della loro esistenza. Ciò spiega perché si trova sparpagliato un po' ovunque ma in quantità così piccole da essere difficilmente rilevabile. Non a caso, al di fuori della Terra, era stato finora individuato solo negli strati più esterni del Sole.

 

Se allora l'oggetto studiato dagli scienziati presenta tracce di questo elemento c'è una sola possibilità. L'oro doveva essersi formato in precedenza dall'esplosione di altre stelle, per finire nella nube di gas dalla quale sarebbe poi nata la stella. Questo significa che l'astro non è stato tra i primi a popolare la Galassia e non è da ritenersi così vecchio. Per la gioia di chi sostiene che l'oro più si possiede più fa ringiovanire.

Dalle nubi di gas possono nascere nuove stelle
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Luca Nobili