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 Altri occhi nel Cosmo
 

Per vedere l'invisibile sono necessari molti occhi. Questo gli astronomi lo hanno compreso da tempo. Ecco perché, oltre al NGST che opera nel vicino e medio infrarosso, sono in programma altri telescopi spaziali che effettueranno osservazioni su lunghezze d'onda diverse. Nel 2002 partirà il SIRFT, della Nasa, che, con i suoi 85 centimetri di diametro, studierà l'Universo primordiale, i pianeti giganti, i dischi protoplanetari ed altri interessanti oggetti.

 
Una rappresentazione artistica della sonda Planck su cui sarà montato FIRST. Si vedono Planck (sotto) e Herschel (chiamato formalmente FIRST) appena dopo la separazione

Anche i giapponesi nel 2003 lancieranno IRIS, più piccolo del precedente che fornirà importanti dati sulla formazione ed evoluzione delle galassie, delle stelle e dei sistemi planetari extrasolari. Ma il progetto di maggior rilevanza scientifica è FIRST, un telescopio di tre metri e mezzo di diametro il cui lancio è previsto per il 2007. Compito principale di FIRST dovrebbe essere lo studio dell'Universo primordiale.

 

Un certo numero di osservatori spaziali si focalizzeranno invece sull'astrometria, cioè la misura precisa della posizione e del movimento delle stelle. Dopo il clamoroso successo della missione Esa Hipparcos, svoltasi negli anni '90, nel 2004 partirà FAME, nel 2006 invece la missione SIM entrambe della Nasa. Sarà poi la volta di GAIA missione europea programmata per 2009. Ancora una volta il maggiore potenziale scientifico è dell'Europa anche se l'americana SIM, sarà la prima vera missione di interferometria ottica nello spazio.

Grazie a GAIA si potrà ottenere una mappa tridimensionale della nostra galassia, con un miliardo e più di stelle
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Caterina Boccato


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