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 Un ombrellone per compagno
 

Rispetto al suo predecessore Hubble, NGST punterà molto sullo studio della radiazione infrarossa proveniente dagli astri lontani. Questa radiazione, invisibile all'occhio umano, viene emessa non solo dalle stelle e galassie ma anche da qualsiasi altro corpo dotato di calore. E qui nasce un nuovo problema: i raggi del Sole, colpendo il telescopio, lo riscalderebbero. Comincerebbe così lui stesso ad emettere radiazione infrarossa che andrebbe a coprire quella proveniente dai corpi celesti.

Infrarosso
Una galassia "vista" all'infrarosso
 
Scudo
Potrebbe essere questa la forma che avrà lo scudo che riparerà il Telescopio dai raggi del Sole

Impiantare a bordo un sistema di raffreddamento è troppo impegnativo, viste le grandi dimensioni del telescopio. Gli scienziati hanno allora pensato a uno stratagemma. Uno scudo grande 30 metri che funga da ombrello parasole. Per evitare che a suo volta si surriscaldi, lo scudo sarà costituito da materiale isolante suddiviso in strati successivi. In questo modo il calore si disperderà man mano nel passare da uno strato all'altro.

 

Uno scudo così ampio comporta però un imprevisto. Quello di fungere da vela. Le particelle emesse continuamente dal Sole, urtandolo, lo sospingerebbero via, insieme a tutto il telescopio. Per rimediare sarà allora necessario accendere di tanto in tanto i suoi motori e dargli una piccola spinta nella direzione opposta. Un fastidio che però ha suggerito agli scienziati il destino da riservare a NGST alla fine della sua missione: non opporre più resistenza ma lasciarlo navigare libero, spinto sempre più al di fuori del nostro Sistema Solare.

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Una seconda possibile forma che potrebbe avere lo scudo
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Luca Nobili