Una domanda di Vanessa sulla carriera di Astronomo.

Quali qualità sono necessarie e/o richieste per diventare astronomo ? Quali attività può intraprendere un neolaureato? Cosa fare per poter svolgere un'attività di ricerca?
Gradirei il consiglio di voi esperti anche per coloro, maturandi come me, che si apprestano a scegliere la facoltà.

Risposta:

Per ottenere la laurea in Astronomia occorre avere una buona attitudine per lo studio delle materie scientifiche, sopratutto matematica e fisica. Occorre anche impegnarsi fin dall'inizio degli studi universitari perché il primo bienno, di base, è particolamente impegnativo.
Per diventare astronomo, cioè per fare ricerca nel campo astronomico negli Osservatori Astronomici o nelle Università o negli Istituti del CNR occorre aver conseguito la laurea, Astronomia o Fisica; successivamente è consigliabile conseguire il dottorato in Astronomia (gli studi hanno durata di tre anni e vi si accede solo mediante concorso).
Per essere inseriti definitivamente nella carriera di ricercatori occorre superare un esame: la difficoltà è costituita anche dal fatto che gli aspiranti sono molti e i posti sono limitati. Alternativamente un laureato in Astronomia può accedere all'insegnamento nelle Scuole Medie (inferiori e superiori), puù aspirare a trovare lavoro nelle industrie aerospaziali, nelle Agenzie Spaziali Italiana od Europea, o puù sfruttare le conoscenze di programmazione acquisite durante il periodo di preparazione della tesi per impiegarsi nelle software houses.

Ha risposto: Guido Barbaro

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Una domanda di Michele, un po' difficile, sui neutrini.

Salve! Sono Michele e frequento il 5° anno di Liceo scientifico a Cesena. Studiando il Sole sono venuto a conoscenza del problema del neutrino solare (sulla terra ne contiamo molto meno di quelli che dovrebbero essere effettivamente); in questi giorni alcuni fisici giapponesi hanno scoperto che il neutrino ha massa, seppur picolissima, e che per ciò la gran parte della massa del nostro Sistema Solare dovrebbe essere formata da neutrini. Non ho capito esattamente il perché di questa affermazione e volevo delucidazioni sul problema del neutrino. Grazie

Risposta:

Il problema del neutrino è al tempo stesso molto semplice e piuttosto complicato. Mi spiego. Il neutrino è una delle tante particelle che si conoscono, ha carica neutra, come dice il nome stesso, e nulla vieta che abbia una sua massa. Questo punto è importante rispetto alla notizia che riporti. I giornali infatti hanno riportato il fatto che il neutrino abbia massa come un fatto straordinario. Il che non è. I neutrini vengono prodotti principalmente nell'interno delle stelle, ad esempio, nelle reazioni nucleari che avvengono nel "core" delle stesse. Avendo carica elettrica neutra se ne scappano immediatamente dalle stelle, sottraendo energia dalle regioni centrali delle stesse. Per interagire (respingersi ed attirarsi) fra di loro infatti le particelle elementari utilizzano la carica elettrica, ad esempio negativa per gli elettroni e positiva per i protoni.

Le particelle neutre interagiscono a gran fatica con altre essendo elettricamente "trasparenti". Per "osservare" una particella elementare la si fa interagire con altre e si osservano i prodotti della interazione. Non si possono osservare direttamente le particelle elementari, forse hai studiato il Principio di Indeterminazione di Heisenberg, che sta alla base proprio di questa impossibilità.
Pensa a due automobili. Tu non puoi, in questo senso, osservare le due automobili singolarmente, ma puoi farle scontrare. Dai "pezzi" che escono dallo scontro puoi capire quali macchine si siano scontrate, che modello, di che colore, a quale velocità. Far reagire i neutrini è un affar serio. Occorre mettersi in luoghi dove il "disturbo" provocato dalla presenza di altre particelle sia assente. Anche se non ce ne rendiamo conto il nostro ambiente è zeppo di particelle, raggi cosmici ed altro che continuamente interagiscono. Quindi si va sotto le montagne, ad esempio, come sul Gran Sasso (guarda qui). Si riempiono enormi vasche di materie apposite che forniscano, in caso di reazione di neutrini, dei prodotti ben distinguibili, ad esempio il boro e si aspetta....

Siamo arrivati al punto. I neutrini sono una componente molto comune ed abbondante nelle reazioni nucleari nel core delle stelle e quindi sono molto abbondanti anche nel caso del nostro sistema solare. Che abbiano una massa è abbastanza pacifico e non è una scoperta. Il punto è : quanta massa? Ora le ipotesi più accreditate danno una massa limite di 10 elettronvolt (la massa delle particelle si misura tramite le energie grazie alla famosa relazione di Einstein : E=mc2).
Sembra molto difficle superare questo limite con le precisioni ottenibili al giorno d'oggi. I neutrini non sono però solo prodotti nelle stelle, tutt'altro. Se hanno massa possono essere la componente dominante dell'Universo (ecco cosa hai letto in realtà) in quanto per la teoria del Big Bang la densità in numero dei neutrini è di poco inferiore a quella dei fotoni cosmici (quelli della famosa radiazione di fondo o fossile a 2.7 gradi Kelvin) ed è di dieci ordini di grandezza (un dieci seguito da dieci zeri) maggiore di quella dei protoni. Se quindi abbiano massa, e quanta ne possiedano è un problema importante anche a causa della loro abbondanza.
L'esperimento dei giapponesi che assegna ai neutrini una massa molto maggiore di quanto pensato, e quindi un peso complessivo molto maggiore nell'Universo alla componente neutrini, complice la loro abbondanza, è al momento tutto da vagliare e ripetere.

La Scienza, quella vera e non urlata sui giornali o alla televisione, va con i piedi di piombo.

Hanno risposto Leopoldo Benacchio e Gianfranco de Zotti

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Una domanda dai ragazzi dell'oratorio di S. Leone Magno di Milano a cui risponde Federica Guadagnini:

Lei crede nell'esistenza degli extraterrestri ?

Risposta:

Ogni volta che si affronta un argomento da un punto di vista scientifico, non si tratta di "credere" o di "non credere" in una particolare teoria, quanto piuttosto di poter dimostrare la validità delle ipotesi che stanno alla base delle teoria stessa. Lo stesso discorso vale anche nel caso dell'esistenza di vita extraterrestre.

Vi sono molti indizi che fanno pensare che esistano forme di vita anche al di fuori della Terra. Il primo passo per valutare questa possibilità è l'esistenza o meno di altri pianeti al di fuori del Sistema Solare.

Guardando il cielo stellato, anche utilizzando i più potenti telescopi, noi riusciamo a vedere come distinti fra loro soltanto una minima parte dei corpi celesti esistenti. La Via Lattea comprende da sola centinaia di miliardi di stelle ed esistono miliardi di altre galassie nell'Universo. È molto probabile che esista anche un numero sterminato di pianeti: noi non possiamo vederli direttamente perché sono troppo distanti per poterli distinguere dalle stelle attorno alle quali orbitano.
Ma attualmente si cominciano ad avere delle conferme della loro esistenza per altra via. Infatti alcune stelle sembrano avere le caratteristiche tipiche di un sistema solare con nubi di gas che ruotano loro intorno simili a quella che diede origine ai pianeti del nostro Sistema Solare.
Studiando inoltre le oscillazioni della luce emessa da alcune stelle, quali B-Pictoris, 51 Pegaso, 70 Vergine e 47 Orsa Maggiore, gli astronomi sono riusciti a capire che qualcosa sta loro orbitando attorno: probabilmente si tratta di pianeti con una massa più grande di quella di Giove.
Se dunque sembrano esistere molti pianeti, c'è anche la possibilità almeno teorica che la vita, come noi la conosciamo, possa essersi sviluppata anche lì: alcuni scienziati sono più "ottimisti", altri più "pessimisti", ma nessuno esclude questa teorica eventualità. Esiste anche una formula, l'equazione di Drake, che permette un calcolo approssimativo del numero di civiltà intelligenti che potrebbero esistere nella nostra galassia partendo dal numero di stelle effettivamente esistenti e considerando alcuni coefficienti correttivi.

Che gli extraterrestri siano già qui intorno a noi, segnalati da passanti occasionali, viene ritenuto comunque frutto di errori, equivoci, illusioni ottiche, e perché no, di scherzi. Se gli "extraterrestri" volessero osservarci di nascosto, come afferma qualcuno, non si capisce il perché dovrebbero essere avvistati da centinaia di persone sprovviste di strumenti d'osservazione. Se invece volessero farsi vedere, probabilmente ce ne accorgeremmo in ben altro modo.

Ha risposto Federica Guadagnini

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Una domanda da Luciano Tarli:

Ciao, la mia piu che una domanda è una richiesta; sto cercando un programma valido che mi faccia vedere una parte di cielo o che mi cerchi un pianeta dandogli la mia posizione per non perdermi fra le stelle. sono un neofita però il cielo mi affascina. grazie.

Risposta:

Puoi utilizzare un sito internet, tutto italiano, che ti da la carta del cielo per ogni data e per ogni luogo. Puoi accederci cliccando qui

Ha risposto Leopoldo Benacchio

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Una domanda di Flavio sulla distanza e la Parallasse

Mi potrebbe spiegare come funziona il metodo del parallasse, poichè studiandolo sui libri non ho ben capito come si fa a calcolare la distanza delle stelle molto lontane. Grazie Flavio 4/5/98

Risposta:

La distanza di alcuni corpi celesti, i più vicini come pianeti ed alcune stelle, può essere misurata con precisione sfruttando il fenomeno della parallasse. Esso è concettualmente molto semplice: quando guardiamo un oggetto da punti differenti lo vediamo "muoversi" di un certo angolo, che dipende dalla distanza dell'oggetto stesso e di quanto ci siamo spostati (la base della osservazione). Per rendersi conto di questo fenomeno basta tendere il braccio con un dito della mano teso in alto a traguardo e chiudere alternativamente l'occhio destro e poi il sinistro. Avvicinando il dito agli occhi si nota che l'angolo di cui sembra spostarsi il dito aumenta all'avvicinarsi del dito stesso. Se vuoi vedere come si calcola la distanza della Luna in questo modo puoi vedere questo modulo del Planetario Virtuale. In questo modo si calcolano distanze molte precise, però per poche stelle, le più vicine. Le altre sono troppo distanti e , anche prendendo come base di osservazione l'orbita annuale della terra attorno al Sole, non si muovono di un angolo apprezzabile. L'angolo minimo che si riesce ad apprezzare, con molta difficoltà, è di 0.01 secondi d'arco. Stelle che presentano una parallasse come questa sono distanti da noi 326 anni luce. Per andare oltre, nel calcolo delle distanze, si usano altri metodi, indiretti, ad esempio basati sulla conoscenza della brillanza intrinseca di un tipo di stella. Se io conosco la brillanza intrinseca di una stella, confrontandola con quella apparente posso desumerne la distanza.

Ha risposto Leopoldo Benacchio

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Una domanda dalla Scuola Media Baldan di Stra'.

In parole semplici cosa vuol dire parallasse?

Risposta:

La parola "Parallasse" deriva dal Greco antico, In questa lingua essa significa "mutamento, deviazione". La parallasse di un corpo celeste, una stella ad esempio, è lo spostamento angolare apparente di un oggetto osservato da due punti di vista diversi. Leggete la risposta che abbiamo dato a Flavio, poco sopra a questa, per saperne di più.

Ha risposto Leopoldo Benacchio

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Una domanda di Giuseppe.

I fulmini possono colpire i satelliti artificiali geostazionari?

Risposta:

I satelliti geostazionari non possono in alcun modo essere colpiti da un fulmine. La ragione è semplice: i fulmini si generano nella atmosfere, generalmente fra le nubi e la terra. Essi partono quindi da una distanza che varia tanto quanto la altezza delle nubi stesse. Un numero tipico, per fissare il problema, potrebbe essere 10 kilometri dal suolo. I satelliti geostazionari invece sono invece ad una distanza tipica di 36.000 kilometri, quindi ben al di sopra.

Ha risposto Leopoldo Benacchio

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Una domanda di Floriano.

Sto cercando una videocassetta che possa spiegare in modo semplice a mio figlio di 5 anni ciò che sta sopra la nostra testa.

Risposta:

La risposta non è molto semplice. Di fatto non esistono sussidi audiovisivi per ragazzi dell'età di suo figlio: i ragazzi a quell'età non hanno infatti alcuna capacità di astrazione o concettualizzazione, assolutamente necessarie per intraprendere un percorso di apprendimento anche semplice. Ad esempio non sono in grado di "pensare" alla distanza, né di "vedere" in tre dimensioni oggetti o fenomeni che vedono rappresentati a due dimensioni, "piatti " insomma come un libro o sul televisore. Esistono anche buone cassette in italiano, ad esempio quelle di Piero Angela. Se vuole ovviamente gliele può mostrare ma tenga conto che anche se il bambino le dirà di aver capito probabilmente non capirà affatto.

Non è comunque mia intenzione scoraggiarla o darle una risposta negativa, tutt'altro.
Quello che le consiglio è di osservare con suo figlio fenomeni semplici, ad esempio la Luna, che è un oggetto molto fascinoso per i ragazzi. La segua col bambino per qualche notte , basta un minuto da una finestra di casa o dal cortile. Constati con suo figlio che cambia di posizione e forma notte dopo notte, che qualche volta non si vede e qualche volta si vede di giorno. Dopo un po' potrà spingersi a far capire a suo figlio che la Luna ha monti e valli, basta un cannocchiale o binocolo anche modesto, che può avere in casa o che si può procurare facilmente.
Se il bambino continua ad interessarsi può parlargli dei pianeti, magari individuarne uno e seguirlo vedendo che anch'esso si sposta rispetto alle stelle di fondo.
Puo' fargli vedere una costellazione semplice, come ad esempio Orione, raccontargli la storia e spiegarli come sono fatte le costellazioni. Trova tutto nel nostro sito Prendi le Stelle nella Rete !, alla voce "Il Libro delle Costellazioni".
Se vuole spingersi un po' oltre, sempre con cautela, trovi qualche argomento che stimola il ragazzo nella sezione Starchild del nostro sito: il Sole , la Luna, Giove (restando nel livello 1).

Se desidera qualche indicazione su libri ricevo queste da una collega:

  • Il cielo sopra di noi - Edizioni E.Elle che contiene anche qualche strumentino semplice (un po' complicato, ma bello)
  • Pianeti a sorpresa - Editoriale Scienza che per bimbi piccoli può andare bene perché c'è un po' di manipolazione nella costruzione
  • Atlante del cielo - Edizioni E.Elle particolarmente adatto a bambini piccoli, ma molto impreciso, può essere però un buon inizio: è scritto in caratteri grandi, ha immagini sufficientemente suggestive
Tutti i libri vanno sempre letti con la sua partecipazione.

Per concludere, lasci perdere buchi neri e mostri galattici, il Cielo è bellissimo anche nei fenomeni che abbiamo sempre sott'occhio e conoscere cose "visibili" dà ai bambini un sapere semplice, di cui vanno orgogliosi e che li gratifica.

Ha risposto Leopoldo Benacchio

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Una domanda di Nica.

Mi piacerebbe poter avere delle immagini virtuali dell'universo: della luna, delle stelle, dei pianeti, delle galassie, delle comete...... tutto mi appassiona e, poiché solo gli astronauti hanno il privilegio di vedere dal vivo le cose che madre-natura ci ha donato, io vorrei vederle almeno in modo virtuale. Sono un'appassionata, se mi accontenterete ve ne sarò molto grata. Grazie, Nica da Bari.

Risposta:

Ciao Nica, potrai trovare una buona quantità di informazioni astronomiche in italiano (compresi filmati e immagini) su "Prendi le Stelle nella Rete !", sito interamente realizzato da astronomi dell'Osservatorio di Padova, all'indirizzo http://www.lestelle.net , per esempio nel sito della mostra ("Viaggio nel cosmo"). Se vuoi andare "alla fonte" e te la cavi con l'inglese, puoi visitare direttamente il sito di Hubble Space Telescope (http://oposite.stsci.edu/pubinfo/pictures.html e http://hubble.esa.int/), la galleria multimediale della (NASA), oppure la bellissima galleria di immagini dell'European Southern Observatory, ma ci sono tantissimi siti di osservatori astronomici che pubblicano immagini del cosmo.

Ha risposto Melania Brolis

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Una domanda sui satelliti di navigazione

Leggo su un vostro articolo del sistema di posizionamento con l'orologio atomico italiano. Mi domando: perché un vecchio cronometro marino con uno scarto di un secondo al giorno consentiva un'approssimazione di 500 metri e l'orologio atomico, con una precisione di un miliardesimo di secondo al giorno riesce a dare solo un'approssimazione di 0,45 metri ?
Grazie

Risposta:

Si tratta in realtà di due metodi concettualmente molto diversi di rilevare la posizione di un punto al suolo, e pertanto non confrontabili dal punto di vista della precisione. Nel primo caso, si misura in sostanza l'istante della culminazione di un astro, cioè del suo passaggio per il meridiano del luogo. Conoscendo la longitudine dell'astro (quindi in pratica l'ora del suo passaggio al meridiano fondamentale di Greenwich) e rilevando l'ora locale, si ricava la differenza oraria fra il meridiano di Greenwich e il meridiano del luogo, quindi la differenza di longitudine.
Nel secondo caso, invece, si tratta di misurare la posizione di un punto sul suolo con il metodo usato dai satelliti GPS. Il principio di funzionamento del sistema GPS si basa su una triangolazione spaziale, che è un metodo di calcolo trigonometrico. Lo strumento ricevitore, del quale bisogna misurare la posizione al suolo, riceve dai satelliti i dati sulla loro posizione e sugli istanti in cui trasmettono i segnali. Misurando quanto tempo impiegano i segnali ad arrivare, il ricevitore GPS individua la distanza dei satelliti (almeno tre) e, conoscendo la loro posizione istantanea, è in grado di determinare le coordinate del punto in cui riceve i segnali.

Malgrado si tratti di un sistema molto affidabile, comporta molti errori, legati non soltanto all'imprecisione degli orologi, ma anche ad altri fattori: la distanza angolare in cui si trovano i satelliti rispetto al ricevitore, le perturbazioni atmosferiche sui segnali inviati, gli errori dovuti ai cambiamenti di rotta dei satelliti, alla ricezione dei dati (rumore nel segnale), alla misurazione del tempo, ai componenti interni del ricevitore etc. Si tratta di errori piccoli, che combinati insieme possono dare un errore relativamente grande.

Ha risposto Melania Brolis

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Una domanda di Luigi.

Immaginiamo di fare un viaggio nel cosmo alla velocità della luce; quanti anni luce impiegheremmo per arrivare e ritornare dal più vicino sistema solare ? quanti anni effettivi sono trascorsi sulla terra ? troveremo i nostri nipoti pronipoti o altre generazioni ? sarà mai possibile che l'uomo possa riuscire fra 100, 1000 anni a viaggiare alla velocità della luce?
Vi ringrazio anticipatamente,
Luigi

Risposta:

Andiamo con ordine:
1. immaginiamo di fare un viaggio nel cosmo alla velocità della luce; quanti anni luce impiegheremo per arrivare e ritornare dal più vicino sistema solare?

Premesso che fino ad oggi non si è ancora osservato un altro Sistema Solare oltre al nostro ( la ricerca dei pianeti extrasolari è infatti cominciata solo da pochi anni) ipotizziamo che (e badi che è pura fantasia) la stella alfa Centauri A, molto simile al nostro Sole, possegga un sistema planetario che gli ruota attorno. Alfa centauri è distante da noi 4,3 anni luce, ciò significa che la luce che viaggia alla velocità massima di 300.000 Km/s impiega 4 anni e 4 mesi circa per viaggiare dal sole ad Alfa Centauri e questo è esattamente il tempo che impiegheremo noi se potessimo raggiungere una tale velocità.

2. quanti anni effettivi sono trascorsi sulla terra ? troveremo i nostri nipoti pronipoti o altre generazioni ?

La teoria che si basa sulla velocità FINITA della luce è, come lei saprà, la teoria della Relatività Speciale di Einstein, con la quale il fisico tedesco scardinò completamente alcuni concetti della fisica classica quali lo spazio ed il tempo assoluti. Uno dei risultati di tale teoria è che PER UN CORPO IN MOVIMENTO IL TEMPO SI DILATA, in sostanza si invecchia di meno, meno velocemente, questo sempre rispetto a chi rimane fermo. Quindi se noi partissimo per un viaggio spaziale alla velocità della luce , andassimo fino ad alfa centauri torneremo sulla terra dopo 4,3 + 4,3= 8,6 anni terrestri, solo che il nostro invecchiamento biologico sarebbe minore rispetto a quello delle persone che abbiamo lasciato ad attenderci.
Cioè diversa sarebbe la percezione del tempo che noi avremmo durante il nostro viaggio. Le differenze sarebbero comunque piccolissime e nella realtà bisognerebbe sommare accelerazioni e decelerazioni alla partenza e all'arrivo, tali da annullare questi effetti.

3. sarà mai possibile che l'uomo possa riuscire fra 100, 1000 anni a viaggiare alla velocità della luce?

Per ora, secondo le conoscenze fisiche in nostro possesso, la possibilità di raggiungere la velocità della luce è da escludere. Uno dei motivi si basa su un'altra caratteristica fondamentale della teoria della relatività speciale di Einstein: la massa non è più una proprietà assoluta di un corpo ma è mutuamente convertibile con l'energia. La famosa formula E=mc2 (c2 sta per c elevato al quadrato) dove c e appunto la velocità della luce, significa che se a un corpo che si muove a velocità prossima a quella della luce si fornisce energia, la sua velocità aumenterà molto poco, mentre a subire un effettivo incremento sarà la sua massa, tanto da raggiungere valori INFINITI per velocità pari a c!!
Le verifiche sperimentali di questa legge, che è il cuore della relatività speciale, si sono avute, oltre che con le bombe nucleari, anche in esperimenti di fisica delle particelle.

Spero di aver chiarito qualche dubbio, ribadisco che l'argomento non è esauribile in poche righe di e-mail, se fosse interessato ad approfondire queste cose può cercare qualche buon libro di divulgazione, ce ne sono diversi che parlano proprio del lavoro e della vita di Albert Einstein.

Ha risposto Caterina Boccato

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Una domanda di Luca.

Salve vorrei sapere dove si trova a Padova l'osservatorio e se è possibile visitarlo stasera grazie!
Luca

Risposta:

Salve Luca,
non e' tramite il servizio de "L'astronomo risponde" che si prenotano le visite. Puoi trovare tutte le informazioni nel Web del Museo della Specola. Per sapere come raggiungere la Specola, clicca qui.

Ha risposto Melania Brolis

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Una domanda di Alessandro.

Navigando in rete ho visto (e mi sembra ci siano anche nel vostro sito) delle foto in "falsi colori" della cometa Linear (mi sembra di aver capito che erano state fatte usando un filtro rosso). Vorrei sapere perché si fanno questo tipo di fotografie e se i colori hanno un significato particolare.
Alessandro

Risposta:

Salve Alessandro,
anzitutto bisogna distinguere tra le immagini in falsi colori e quelle ottenute con un filtro.

L'uso dei filtri in fotografie astronomiche è molto comune. Un filtro permette in sostanza di isolare, fra tutta la radiazione emessa da un corpo celeste, solo quella di lunghezza d'onda compresa in un certo intervallo. A volte infatti un astro presenta dei dettagli o delle caratteristiche che non è possibile rivelare guardandolo così com'è, cioè raccogliendo il complesso di tutta la radiazione che esso emette, ma occorre separare le componenti di tale radiazione (rossa, blu, ecc) con dei filtri e a volte anche con dei rivelatori particolari.

In altre parole, l'aspetto di un corpo celeste (forma, dimensioni, struttura) può essere diverso quando esso viene osservato in lunghezze d'onda diverse. Per esempio, ci sono galassie che emettono molto debolmente nella banda spettrale visibile ai nostri occhi, mentre sono luminosissime nell'infrarosso. Allora se ci interessa studiare la struttura di queste galassie dovremo isolare la radiazione infrarossa che esse emettono.

Le immagini ottenute con filtri sono comunque reali, nel senso che rappresentano quello che effettivamente si vede in una determinata banda di lunghezze d'onda.

Le immagini in falsi colori invece non riproducono quello che si vede, ma sono ritoccate artificialmente assegnando dei colori alle varie parti secondo un criterio ben preciso. Possono anche essere fotomontaggi creati con la sovrapposizione di più immagini distinte.
Questo tipo di immagini si usa per scopi descrittivi, spesso per rappresentare delle quantità che non sono direttamente ricavabili dall'immagine stessa. Per esempio, se voglio far vedere che la parte centrale di un oggetto celeste è più calda di quelle esterne, posso usare per il nucleo un colore più rosso e per l'esterno dei toni più blu. Un po' come nelle cartine geografiche, dove montagne di varie altezze vengono rappresentare con diverse gradazioni di marrone.

Ha risposto Melania Brolis

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Una domanda di Simone.

Non ho ben capito una cosa che dite:quale sarebbe la prova della teoria della relatività che ha fornito l'eclisse del 29 maggio 1919. Sarei molto grato se potesse spiegarmelo meglio. Inoltre non è che per caso conosce qualche testo di autore italiano,così da fare i famosi collegamenti interdisciplinari? (so già che Leopardi ha scritto un trattato sull'astronomia,però se avessi qualcosa d'altro sarebbe meglio)
Grazie e buon lavoro a tutti! Simone

Risposta:

Ciao Simone, Se non ti è chiaro il risultato dell'esperimento di Eddington, prova a leggere questa pagina.
Se invece non ti è chiaro il fenomeno della deflessione della luce in un campo gravitazionale, oppure il perché la teoria della relatività generale preveda questa deflessione, leggi qui di seguito.

La fisica ci dice che i corpi materiali e la luce si muovono nello spazio seguendo una traiettoria, detta geodetica, che è sempre la più breve fra tutte le possibili traiettorie fra due punti. Ma la "forma" della geodetica dipende dalla curvatura dello spazio-tempo. Non entro nel merito di cosa sia lo spazio-tempo perché potrei scrivere un trattato solo su quello.....
Comunque supponi per ipotesi di vivere in un universo a due dimensioni. Se il tuo spazio-tempo è piatto, potresti pensare al tuo universo come ad un piano. In questo caso, il più breve percorso che collega due punti è una retta.

Invece, uno spazio-tempo curvo potrebbe essere per esempio la superficie di un mappamondo. Qualsiasi linea che congiunge due punti sulla superficie è una curva.
Quindi la curvatura dello spazio-tempo non è altro che un cambiamento nelle leggi della geometria che valgono in quel contesto.
Per esempio, due rette parallele in uno spazio-tempo piatto non si incontrano mai, mentre in uno spazio-tempo curvo sì. Tornando all'esempio del mappamondo, le due rette parallele potrebbero essere due meridiani: essi sono fra loro paralleli (scusa di nuovo il gioco di parole), infatti sono entrambi perpendicolari all'equatore, eppure si incontrano ai poli !

La stessa cosa la si può immaginare per un universo a tre dimensioni come il nostro, anche se in questo caso non la possiamo visualizzare.

Tornando alla luce: come forse saprai, i fotoni della luce non hanno massa, quindi non risentono dell'attrazione gravitazionale dei corpi. Quindi in realtà, quando si dice che la luce viene "incurvata" da un corpo massiccio, quello che si intende è che lo spazio-tempo intorno a questo corpo è incurvato, e di conseguenza la luce segue una geodetica curva. La curvatura dello spazio-tempo è una proprietà locale, non assoluta: esso può essere cioè più curvo in certi punti, meno in altri. Ciò che determina la sua curvatura locale è la presenza, quantità e distribuzione di massa: in presenza di corpi massicci esso si incurva.

Nel caso dell'esperimento di Eddington, la luce parte dalla sorgente e viaggia in linea retta per un po', perché nel vuoto fra le stelle lo spazio-tempo è piatto; man mano che si avvicina al Sole, incontra uno spazio-tempo sempre più curvo a causa della massa del Sole, quindi la sua traiettoria si incurva; quando si allontana dal Sole e riprende a muoversi in linea retta, ne risulta che è stata deviata dalla sua direzione iniziale.

In sostanza, il principio che sta alla base della teoria della Relatività Generale è l'equivalenza fra il ruolo del campo gravitazionale e quello della geometria; è la distribuzione di materia a determinare il campo gravitazionale locale e quindi la geometria locale.

Per quanto riguarda invece astronomia e letteratura, potrei citarti semplicemente la Divina Commedia, che è una allegoria astronomica. Comunque se ti interessa questo argomento, nel Giornale di Astronomia (edito dalla SAIt) c'è una sezione "Astronomia e letteratura" dove potrai trovare materiale al riguardo (gli indici sono alla pagina http://www.bo.astro.it/sait/indici.html); se abiti in una città, puoi provare a cercarlo in emeroteca, o nella biblioteca di qualche scuola o università o osservatorio astronomico.

Ha risposto Melania Brolis

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Una domanda sull'energia solare.

Sono una bambina di V elementare. Sto facendo una ricerca sull'energia solare. Mi potreste aiutare per favore? Ho visto il vostro sito sul sole e mi è piaciuto tantissimo.

Risposta:

Ciao
L'energia che la Terra riceve dal Sole viene prodotta nella nostra stella attraverso le reazioni di fusione nucleare. La fusione nucleare consiste nella trasformazione di quattro nuclei di idrogeno (che è il costituente principale del Sole) in un nucleo di elio; la massa di quest'ultimo è leggermente minore della somma delle masse dei nuclei di idrogeno; questa differenza viene trasformata in energia.
Ogni secondo, 594 milioni di tonnellate di idrogeno vengono trasformate in 590 milioni di tonnellate di elio; la differenza, cioè 4 milioni di tonnellate, corrisponde all'energia che il Sole emette nello spazio in un secondo.
La quantità di energia che raggiunge la Terra viene misurata tramite una grandezza che si chiama costante solare, che corrisponde alla quantità di energia proveniente dal sole che colpisce ogni secondo un quadrato di lato 1 metro della superficie della Terra. Il valore della costante solare è molto elevato e gli uomini hanno pensato di sfruttare l'energia che ci viene dal Sole per i propri bisogni.
Infatti, con il termine energia solare, viene in genere indicata l'energia proveniente dal Sole che investe direttamente la Terra, ma anche tutte quelle forme di energia che derivano da essa, come ad esempio l'energia idroelettrica, quella del vento, delle biomasse (cioè materiale organico vegetale, come alberi e residui forestali, piante erbacee ed acquatiche, residui agricoli, residui industriali, rifiuti urbani), delle onde e delle correnti marine.
Tutte queste forme di energia sono comunemente indicate con il nome di fonti di energia rinnovabili. A differenza dei combustibili fossili (come il petrolio o il carbone) e nucleari, destinati ad esaurirsi nel tempo, queste forme di energia possono essere considerate inesauribili in quanto legate al ciclo solare.
Sono inoltre considerate energie rinnovabili l'energia geotermica presente in modo concentrato in alcuni sistemi profondi della crosta terrestre e l'energia dissipata sulle coste dalle maree, dovute all'influenza gravitazionale della luna.
Altre informazioni circa l'energia solare, intesa come fonti rinnovabili, le puoi trovare per esempio nel sito dell'ISES Italia mentre per sapere qualcosa di più sul Sole e sulla fusione nucleare puoi andare a vedere alcune pagine del nostro sito, come ad esempio il Planetario Virtuale.

Ha risposto Leopoldo Benacchio

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Una domanda di Anna.

Quando è stato l'ultima volta che è stato visto un bolide nei cieli italiani e da dove si è potuto osservare al meglio?
Anna

Risposta:

Puoi rivolgerti alla sezione meteore dell'Unione Astrofili Italiani, che gestisce un registro degli avvistamenti di bolidi e meteore, in questa pagina.
Per avere informazioni su meteoriti, meteore e bolidi, consulta questa pagina, che indica anche che cosa fare in caso di avvistamento.

Ha risposto Melania Brolis

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Una domanda di Tamara.

Ho letto e sentito parlare di strane luci che vengono avvistate in una valle della Norvegia. Ora un gruppo di astrofili locali ha messo in rete nel loro sito web, il fatto che anche sulla costa marchigiana e romagnola verrebbero avvistate tali luci. Lei sicuramente ne saprà di più, la prego di spiegarmi cosa potrebbero essere, se ci sono teorie valide per tale fenomeno. La ringrazio per la sua cortese attenzione e le porgo i miei saluti. Tamara.

Risposta:

Si tratta delle luci di Hessdalen, un fenomeno luminoso che fu osservato la prima volta in una valle della Norvegia all'inizio degli anni '80. Si tratta di un fenomeno che coinvolge una grande quantità di energia ed è molto vario: può comprendere luci di varie forme (da sferica a triangolare) e diversi colori, che si muovono rapidamente o in maniera oscillante, con luminosità costante o intermittente. Le luci possono durare oltre un'ora ed emettere fino a un megaWatt di potenza.
Il fenomeno si manifesterebbe anche in altri luoghi come il Canada, e di recente è stato segnalato anche nei monti Sibillini, tra Marche e Umbria, e nell'entroterra di Pesaro.
Attualmente il fenomeno è ancora allo studio: alla ricerca (denominata Progetto Hessdalen) partecipa un ricercatore italiano del CNR di Bologna, Massimo Teodorani. Non è chiaro che cosa produca le luci di Hessdalen: sembra che il fenomeno possa coinvolgere dei plasmi caldissimi, confinati da forti campi magnetici. Questi oggetti di plasma ruoterebbero molto rapidamente, emettendo particelle a velocità prossima a quella della luce, collimate dal fortissimo campo magnetico. Proprio queste emissioni sarebbero responsabili della produzione delle luci.
Tuttavia c'è ancora molto da scoprire sulle luci di Hessdalen: puoi trovare altre informazioni aggiornate nel sito del Progetto Hessdalen.

Ha risposto Melania Brolis

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Una domanda di Alvise

Esistono altre forme di vita nell'Universo, al di fuori della Terra ?
Alvise

Risposta:

Caro Alvise, grazie per la tua interessante domanda.
La Scienza non esclude mai nulla a priori, quindi la risposta alle tue domande è: sì, possono esistere forme di vita basate su principi fisici diversi da quelli su cui si basa la vita qui sulla Terra.
Ma bisogna andarci cauti: di DUE cose siamo sicuri e cioè che NON ESISTE ANCORA UNA DEFINIZIONE SCIENTIFICA PRECISA DI "VITA" e che LE LEGGI DELLA CHIMICA SONO UGUALI IN TUTTO L'UNIVERSO.
Detto questo, potrebbero esistere strutture molto simili ad organismi viventi estremamente semplici (costituiti per esempio da un'unica cellula e non da miliardi di cellule come gli esseri umani) basate su composti chimici diversi da Ossigeno, Carbonio, idrogeno e Azoto. Ma in base a quali evidenze gli scienziati possono dire che si tratta di organismi viventi? Finora, basandosi proprio sulle leggi chimiche, non si sono riuscite ad ipotizzare "creature" possibili, pur se viventi in ambienti estremamente diversi dal nostro come sono quelli dei pianeti finora conosciuti.
Quindi anche se non si esclude la possibile esistenza di forme di vita "alternative" la cosa più ovvia da fare, per ora, è quella di cercare forme simili a quelle a noi note. E per un motivo molto semplice: sono le uniche che siamo in grado di identificare come tali.
Se sei interessato ad approfondire ti consiglio di visitare ancora il sito http://www.altrimondi.net: vi troverai un utilissimo e divertente manuale in cui si affronta questa tematica, adatto per la tua età.

Ha risposto Caterina Boccato

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Una domanda di Alvise

Quando finirà il mondo? E come? CIAO DA ANDREA

Risposta:

Non è facile rispondere a questa domanda: dipende anche da che cosa intendiamo per "fine del mondo". La Terra potrebbe continuare a esistere anche se un giorno non dovesse esserci più alcuna forma di vita sul nostro pianeta. Se invece la Terra venisse distrutta da qualche evento, l'Universo continuerebbe a esistere, eccetera.
Non possiamo sapere quando e se la vita cesserà di esistere sul nostro pianeta. L'unica cosa che, da astronomi, possiamo ipotizzare è che tra circa 5 miliardi di anni, quando il Sole subirà delle profonde trasformazioni al termine della propria evoluzione, anche la Terra diventerà molto diversa da com'è ora.
Durante la fase di gigante rossa, il Sole si espanderà aumentando di oltre 100 volte il proprio raggio e la sua temperatura superficiale diminuirà; la quantità di radiazione e di energia solare che la Terra riceverà cambierà notevolmente, causando enormi cambiamenti climatici che potranno distruggere ogni forma di vita presente.

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Una domanda sulle costellazioni cinesi

Ciao, sono un ragazzo interessato alle stelle; sto cercando un argomento che non riesco a trovare da nessuna parte e volevo chiedere se potevi aiutarmi. Quello che mi interessava era la figura del planisfero celeste cinese, ovvero è facilissimo trovare figure delle costellazioni del nostro zodiaco , ma mi sarebbe piaciuto ritrovare nel nostro cielo anche quelle orientali (topo, drago, cavallo, ...) però sia in qualsiasi libreria e anche in Internet, non riesco a trovare una mappa stellare con quello che cerco. Ti ringrazio se mi aiuti a trovare qualcosa.... GRAZIE.

Risposta:

Purtroppo hai ragione: non è facile trovare indicazioni o libri sull'argomento. Posso solo suggerirti alcuni siti Internet che descrivono brevemente le costellazioni cinesi e riportano qualche semplice mappa:

http://www.chinapage.com/astronomy/

http://www2.gol.com/users/stever/charts.htm

http://www.wikipedia.org/wiki/Chinese_constellation

Ha risposto Melania Brolis

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Una domanda di Antonio

Quanto tempo si impiega per andare dalla Terra alla Luna? Grazie! Antonio

Risposta:

Dipende da quanto veloce è il mezzo che si impiega. Nei viaggi spaziali, anche il più breve come quello verso la Luna, si parla di distanze enormi, così la velocità diventa un fattore molto importante.
Per esempio le navicelle Apollo ci mettevano circa 3 giorni a giungere sulla Luna, coprendo una distanza di circa 380.000 Km. In certi momenti raggiungevano velocità di 8 km/sec, pari a oltre 28.000 Km/h! Naturalmente nel calcolo del tempo impiegato va considerato anche il fatto che un viaggio spaziale non avviene in linea retta, ma la navicella deve accelerare alla partenza: questo si ottiene facendola orbitare una o più volte attorno alla Terra o ad altri pianeti, per sfruttare l'attrazione gravitazionale di altri corpi del Sistema Solare per "darsi la spinta".

Se si viaggiasse con una sonda Voyager, come quelle inviate verso i pianeti esterni del Sistema Solare, si potrebbe raggiungere la Luna in meno di metà del tempo: la loro velocità massima infatti è di oltre 60.000 Km/h.

Ha risposto Melania Brolis

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