Immagina allora una situazione come quella della figura. Hai una
scatola con un coperchio mobile, tenuta chiusa da un peso.
Dentro la scatola ci sono delle particelle.
Fai alcuni esperimenti cliccando qui sotto.
Per prima cosa solleva un pò il coperchio e metti in movimento le
particelle. Clicca su poche particelle. Come vedi, il
moto delle particelle è sufficiente a tenere sollevato il peso. Dopo
aver messo in moto le particelle queste si agiteranno dentro la
scatola sbattendo sulle pareti, sul coperchio e scontrandosi tra di
loro. Se ti tirano molto forte un pallone tu vieni spinto indietro, e
lo stesso accade al coperchio. Il coperchio tende a cadere, ma in ogni
istante c'è un certo numero di particelle che sbattendo da sotto gli
impedisce di muoversi.
Prova ora ad aumentare la velocità delle particelle e poi il numero di
particelle. Vedi cosa accade? L'effetto sul coperchio aumenta se
aumenti la velocità, cosí come la spinta che ti dà il pallone
è più forte se te lo tirano con una velocità maggiore.
Se aumenti il numero di particelle il coperchio riceve un numero maggiore di
colpi, quindi riceve una spinta verso l'alto più grande.
Considera ora una porzione di superficie della scatola in una
situazione di equilibrio. Cioè quando il coperchio galleggia
mantenendo la sua posizione. Immagina che l'area della superficie sia
costante. La superficie riceve allora, in un certo intervallo
di tempo, lo stesso numero di colpi in qualunque posizione tu la
consideri. Aumentando la superficie aumenta proporzionalmente anche il
numero di colpi e quindi anche la forza media su di essa. La forza
media su una superficie divisa per la sua area è quindi costante, e
viene chiamata pressione.
La pressione è dunque il risultato degli
urti delle particelle del gas sulle pareti e sul coperchio, ed è tanto
più forte quanto più le particelle si agitano e quanto maggiore è il
loro numero. La temperatura di un gas è direttamente
legata allo stato di agitazione delle particelle. Allora si può anche
dire che per aumentare la pressione dentro la scatola si deve aumentare la
temperatura del gas (cioè lo stato di agitazione delle particelle) o
si deve introdurre altro gas (cioè aumentare il loro numero).
Dopo averle messe in moto, le particelle continuano a muoversi perché,
come hai visto in precedenza, i corpi tendono a rimanere in moto se
non vi sono impedimenti. Per avviarle tu hai speso dell'energia. Per
esempio, potresti averle colpite una per una. L'energia che tu hai
speso è ora posseduta da loro, dunque puoi anche dire che le
particelle tendono a conservare la loro energia. Ma
anche la scatola non è un oggetto immaginario. Anche la scatola
è fatta di particelle invisibili. Non sono libere come quelle del
gas, ma anch'esse si agitano. Negli urti con le particelle della scatola le
particelle di gas danno loro energia come tu l'hai data a loro all'inizio.
In un urto è possibile che la particella di gas perda velocità
e che la particella della scatola inizi ad agitarsi di più. Dunque la
scatola aumenta la propria temperatura mentre le particelle del gas si
muovono sempre meno e il peso pian piano scende. Il processo si arresta
quando le particelle della scatola si agitano quanto quelle del gas,
perché allora gli urti dove il gas scalda la scatola sono compensati
da quelli dove la scatola scalda il gas. Si arresta quindi quando la scatola
e il gas hanno la stessa temperatura. Dunque parte dell'energia che tu hai
dato alle particelle del gas passa alle particelle della scatola. L'energia
si trasferisce ma in totale si conserva.
Come le particelle del gas agitandosi sorreggono il peso sopra il
coperchio, cosí il Sole non collassa perché il gas di cui è fatto
sorregge il proprio peso grazie alla pressione. Quanto maggiore è il
peso da sorreggere tanto maggiore deve essere la pressione
richiesta. Andando verso il centro del Sole gli strati di gas da
sostenere sono sempre maggiori e sempre più pesanti, quindi la
pressione aumenta via via fino a raggiungere valori elevatissimi. E di
conseguenza anche la temperatura al centro sarà molto maggiore di
quella alla superficie. Si può calcolare che la temperatura nel centro
del Sole è attorno ai 10 milioni di gradi!
Guarda un pò!. Nessuno ha mai visto il centro del Sole, ma grazie a
qualche esperimento con una semplice scatola sei stato in grado di
prevedere come deve essere.
Però a differenza della nostra scatola il Sole non ha un coperchio.
È la gravità che impedisce al suo gas di lasciare la
superficie. Però hai visto che la forza di gravità sulla sua
superficie è `solo' 28 volte la gravità sulla Terra. Ricordi
poi l'esperimento del cannone? Se riesci a sparare un proiettile a
velocità abbastanza alta esso si perde nello spazio per sempre. Per
la Terra questa velocità è circa 40 mila km/ora, mentre per il
Sole è maggiore di 2 milioni di km/ora. È una velocità
molto alta, ma può capitare che una particella riceva una spinta
molto forte e lasci il Sole, perché anche la temperatura e quindi il
moto di agitazione sono molto grandi.
In effetti si calcola che il Sole perda 20 milioni di miliardi
di chilogrammi all'anno! Un imbuto grande quanto la Terra alla nostra
distanza raccoglierebbe 36 milioni di chilogrammi di Sole in
un anno. Questa perdita di massa dal Sole viene chiamata vento
solare. È una perdita di massa enorme per noi, ma
confrontata con la massa del Sole non è gran che. A questo ritmo, ci
vorrebbero 100 mila miliardi di anni per consumarlo tutto! Come il Sole,
anche tutte le altre stelle perdono massa tramite questo meccanismo di
perdita di singole particelle che viene chiamato vento stellare.
Ma il Sole non perde solo massa. Emette anche radiazione, la maggior
parte sotto forma di luce visibile. La radiazione trasporta energia
da un luogo all'altro. Quindi il Sole allontana da sé continuamente
parte della propria energia. Visto che già conosci la distanza della
Terra dal Sole puoi sfruttarla per calcolare la quantità di luce
emessa dal Sole.
Puoi farlo confrontandola con quella di una lampadina di luminosità
nota, ad esempio 100 Watt. Anzitutto prepara un cartoncino bianco
inclinato in modo che i raggi del Sole siano perpendicolari al
cartoncino. Per farlo puoi fissare un bastone perpendicolare al suolo
e ritagliare un triangolo rettangolo che abbia un lato uguale alla
lunghezza del bastone e l'altro uguale alla sua ombra.
Poi prendi il
triangolo e mettilo come nella figura. In questo modo appoggiando il
cartoncino bianco come nella figura ce l'hai perpendicolare ai raggi
solari. A questo punto avvicina la lampadina e misura a che distanza
dal cartoncino la lampadina lo illumina con la stessa intensità del
Sole. La distanza dovrebbe essere più o meno 7,6 centimetri,
cioè 0.076 metri.
Ora puoi sfruttare la legge dell'inverso del quadrato. Passando dalla
lampadina al cartoncino la luminosità diminuisce proporzionalmente
alla distanza tra i due al quadrato. Lo stesso accade alla luce del
Sole che diminuisce della distanza tra la Terra e il Sole, elevata al
quadrato. Allora il rapporto tra la luminosità del Sole e quella della
lampadina è uguale alla distanza Sole-Terra al quadrato divisa per la
distanza lampadina-cartoncino al quadrato. Come sai, la distanza
Terra-Sole è di 149.600.000.000 metri, dunque la frazione viene
circa 38 seguito da 23 zeri! È un numero grande, ma quanto
grande? Per fartene un'idea, pensa che in un secondo il Sole emette
una quantità di energia che è quasi 2 miliardi di volte più grande
dell'intero consumo di energia elettrica in Italia nel 1961.
Dalla luce del Sole possiamo ricavare un'altra importante
informazione. Possiamo esaminare il suo spettro e ricavare la
composizione della nostra stella in base alle righe di
assorbimento che si vedono sovrapposte al continuo
luminoso. Dopo aver lasciato la fotosfera
fotosfera (cioè lo strato di gas da dove la radiazione viene liberata
nello spazio),
la luce del Sole attraversa
gli strati di gas sovrastanti meno densi (l'atmosfera). Questi strati
assorbono solo un certo insieme di frequenze dipendente dagli atomi
che li costituiscono e riemettono questa radiazione in tutte le
direzioni. Il risultato netto è che parte di questa radiazione
viene distolta dal cammino verso di noi, e quindi l'intensità
della luce in queste frequenze risulta diminuita. Con strumenti adatti
potresti vedere che la striscia di luce dell'esperimento della penna
è in effetti solcata da righe verticali scure.
Ogni elemento chimico è in grado di assorbire un numero di frequenze
caratteristico, che rappresenta la sua "firma". Se questa firma viene
riconosciuta nello spettro del Sole allora si può affermare che
quell'elemento è presente nell'atmosfera. La quantità di energia
sottratta dipende poi dall'abbondanza dell'elemento
chimico. Esaminando la posizione e l'importanza relativa delle righe
dei diversi elementi chimici si può ricostruire la composizione
dell'atmosfera solare. Si è trovato che un chilo di Sole
contiene circa 3/4 di idrogeno, circa 1/4 di elio e circa 2/100 di
tutti gli altri elementi.
Visto che il Sole è un corpo isolato nello spazio, la sua
grande produzione di energia deve avvenire a spese di se stesso. In
che modo?
Gli atomi di gas dentro il Sole si muovono molto velocemente e si
urtano con violenza. Nel centro del Sole, dove la temperatura è
maggiore, gli urti possono far sí che due o più atomi di idrogeno si
fondano in un atomo più grande di elio. Tuttavia, la massa del nuovo
atomo è leggermente più piccola della somma delle masse degli atomi
prima della fusione. La differenza di massa è stata trasformata in
energia, parte della quale serve per sostenere il peso della stella,
mentre il resto viene emesso sotto forma di luce. È un po' come
quando un pezzo di legno brucia: la luce viene emessa a spese della
sua massa, che si consuma (infatti la cenere che resta ha una massa
molto minore del pezzo di legno originario). Lo stesso succede al
Sole: esso emette luce consumando una parte della propria massa.
Questo processo in cui due atomi più "piccoli" si fondono per dare
origine ad un atomo più "grande"
prende il nome di fusione nucleare.
Per riassumere. Il Sole è una sfera di gas, ed è il
corpo di massa maggiore nel Sistema Solare. Al suo interno si sviluppano
una temperatura e una pressione eccezionali, necessarie per
controbilanciare il suo stesso peso. La pressione è un effetto
del moto di agitazione delle particelle del gas (atomi), il quale
è misurato dalla temperatura. Al centro del Sole questo moto è
talmente violento che provoca la fusione delle particelle in
particelle più pesanti con produzione di energia. L'energia viene
liberata sotto forma di luce sulla superficie del Sole (che viene
detta fotosfera). La luce illumina tutti gli altri
corpi del Sistema Solare. La luce trasporta energia dal corpo che la
emette al corpo che la assorbe. La temperatura che abbiamo sulla Terra
è dovuta al fatto che la Terra assorbe la luce del Sole e la
trasforma in calore.
Non ci sono altre sorgenti di luce nel Sistema Solare. Il fatto che i moti
delle stelle siano estremamente più piccoli dei moti dei pianeti
significa che esse si trovano a distanze molto più grandi. Potrebbero
allora essere altre sfere di gas simili al Sole? Ora sai quant'è la
luminosità del Sole, e con la legge dell'inverso del quadrato della
distanza puoi calcolare quanto diminuirebbe se tu potessi spostarlo ad una
certa distanza. Dunque per capire cos'è una stella devi imparare a
misurare le distanze oltre il Sistema Solare.
Prima di affrontare questo compito puoi rilassarti guardando alcuni
filmati che ti mostrano in modo intuitivo alcuni aspetti del Sole.
Cliccando sui pulsanti si apriranno nuove finestre in cui vedrai i
filmati. Per chiudere le finestre, clicca sul loro pulsante in alto a
destra. ATTENZIONE: si tratta di file di grandi dimensioni, quindi
è necessario un certo tempo per caricarli nella memoria della
tua macchina.
I filmati ti mostrano bene l'aspetto del Sole. In quanto gassoso il
Sole non ha una superficie solida, quel che tu vedi è la sua
fotosfera, cioè lo strato di gas da dove la radiazione viene liberata
nello spazio. Questo gas è soggetto a vari
fenomeni che nei filmati sono evidenziati.
Anzitutto si vede la granulazione della fotosfera,
che appare come costituita da un insieme di zone separate. Questo
fenomeno è causato dal moto turbolento delle diverse celle di
gas che risalgono la superficie del Sole. In una pentola che bolle
puoi osservare un fenomeno analogo. Sovrapposte a questi granuli (che
hanno dimensioni tipiche di qualche centinaio di km) ci sono aree
brillanti e scure più estese. Le prime vengono chiamate
facole e le seconde macchie solari
Il colore più o meno brillante è legato alla
temperatura, che è più alta della media nelle facole, e
più bassa nelle macchie solari. Si è scoperto che le
macchie solari sono connesse a zone dove i campi magnetici del Sole
sono più intensi. Le macchie solari sono costituite da una zona a
circa 5000 gradi che circonda una zona centrale a circa 4000 gradi,
contro una temperatura media della fotosfera di circa 5800 gradi.
Le macchie solari vanno dalle dimensioni di un granulo fino alle
dimensioni della distanza Terra-Luna. Esse si muovono mettendo in
evidenza la rotazione del Sole, che avviene in circa 25
giorni all'equatore e in circa 34 giorni vicino ai poli. A differenza
dei corpi solidi il periodo di rotazione del Sole non è quindi
lo stesso per tutti i punti.
In certe condizioni dai campi magnetici della macchie solari si
liberano improvvisamente grandi quantità di energia e viene
emesso nello spazio un grande numero di particelle cariche. Dopo circa
un giorno queste particelle raggiungono la Terra e vengono catturate
dai poli magnetici dando origine alle aurore polari.
Durante le eclissi totali di Sole si può vedere la
cromosfera di colore rosato. Il suo colore è
dovuto all'emissione dell'idrogeno ed è visibile subito prima
che la Luna copra totalmente il Sole e subito dopo.
Le eclissi totali permettono anche di vedere le
protuberanze e la corona solare. Le
protuberanze quiescenti sono colonne di gas che formano archi lunghi
fino a 100.000 km e che possono durare mesi, ma vi sono protuberanze
eruttive che durano poche ore. Quando sono viste contro la fotosfera
le protuberanze vengono chiamate anche filamenti.
La corona solare è costituita da gas rarefatto che durante le
eclissi totali si manifesta come una luminosità di dimensioni
confrontabili a quelle del Sole.
Ora hai appreso le caratteristiche più importanti del Sole,
e queste ti serviranno per