BOOTES, IL BIFOLCO Questa antichissima costellazione, che sembra essere antecedente al periodo ellenico, è molto estesa: si estende fra i 7 e i 55 gradi di declinazione. Ha la forma di un rombo, simile a quella di un aquilone, con il vertice rivolto verso il Polo Nord celeste. Il suo nome in greco antico significa "bifolco" o "contadino": per gli antichi Romani, come per altri popoli antichi, Bootes rappresentava il custode dei "septem triones", i sette buoi che compongono il Grande Carro e che definiscono appunto la direzione del "settentrione", il punto del Polo Nord Celeste attorno al quale ruotano. Questo paragone fra un evento astrale (la lenta rotazione di Bootes e delle sette stelle attorno a un punto del cielo) e una situazione della vita comune (il pastore che conduce il suo gregge) testimonia l'importanza che il cielo rivestiva per l'uomo fin nel più lontano passato. La stella più brillante di Bootes è Arturo: il suo nome deriva dal greco "arctos-oura", che significa "coda dell'orsa". La stella si può trovare infatti prolungando la curva definita dalle 3 stelle del timone del Grande Carro, nell'Orsa Maggiore. Arturo è una stella gigante rossa, 100 volte più brillante del Sole e distante soli 36 anni luce. Con una magnitudine di 0.06, è la stella più luminosa del cielo boreale e la quarta di tutto il cielo, dopo Sirio, Canopo e Alfa Centauri. Capita a volte di poterla individuare anche durante il giorno, perfino con un telescopio modesto. Per saperne di più sulla costellazione di Bootes http://www.pd.astro.it/othersites/costellazioni/costellazioni/bootespag.htm Arrivederci a sabato, con le ultime notizie di Urania. ---------------------------------------------------------------------- Approfondimenti, notizie e curiosità astronomiche in "Prendi le Stelle nella Rete!": www.lestelle.net Hai dubbi o domande ancora senza risposta? Scrivi a "l'Astronomo risponde": http://www.pd.astro.it/pianetav/guru.html ----------------------------------------------------------------------