LA COSMOLOGIA, OVVERO: DELL'ORIGINE E DEL DESTINO DELL'UNIVERSO - PARTE 6 Come abbiamo visto, le righe spettrali delle stelle e delle galassie non corrispondono quasi mai a quelle emesse dagli elementi chimici che esse contengono, e che ne sono responsabili. Questo fatto e' stato attribuito dagli astronomi a un moto di allontanamento delle galassie rispetto a noi, che sposta la lunghezza d'onda delle righe spettrali verso le alte lunghezze d'onda, cioe' verso il rosso, per il noto "effetto Doppler" che si manifesta in tutti i fenomeni di tipo ondulatorio. Tutti conosciamo l'effetto Doppler relativo al suono. Quando ad esempio un'autoambulanza si avvicina, il tono della sirena diventa sempre pił acuto, poi quando si allontana, diventa basso. Un rumore acuto e' prodotto da onde corte mentre un rumore grave e' prodotto da onde lunghe; quindi, il suono di una sorgente sonora che prima si avvicina e poi si allontana cambia di tono perche' cambia la lunghezza dell'onda che lo produce. Allo stesso modo, lo spostamento delle righe dello spettro luminoso e' dovuto al moto della sorgente. Dalla differenza tra la lunghezza d'onda effettiva delle righe spettrali e quella teorica (cioe' quella di una sorgente ferma) si puo' determinare anche la velocita' di allontanamento o di avvicinamento della sorgente luminosa. Le osservazioni sistematiche di galassie compiute nei primi decenni del Novecento mostrarono che quasi tutte le galassie hanno spettro le cui righe sono spostate verso il rosso. Solo poche galassie hanno righe spettrali spostate verso il blu (cioe' verso lunghezze d'onda minori), il che indica un moto di avvicinamento. Non solo: le galassie meno luminose, e quindi verosimilmente piu' distanti, mostrano spostamenti verso il rosso molto piu' consistenti di quelle piu' luminose, quindi piu' vicine. Nel 1929, l'astronomo americano Edwin Hubble osservo' che le galassie si allontanavano da noi ad una velocita' circa proporzionale alla loro distanza, secondo la legge V = H x d dove V e' la velocita' di allontanamento della galassia, d la sua distanza espressa in Megaparsec (1 Megaparsec = 3,26 milioni di anni luce) e H una costante di proporzionalita', detta "costante di Hubble". In linea di principio il valore di H si puo' determinare sperimentalmente, una volta nota la distanza di una galassia, misurandone la velocita' di allontanamento. Viceversa, noto il valore di H, per ricavare la distanza di una galassia basta misurare la sua velocita'. Tuttavia, la cosa non e' cosi' semplice... Continua... Appuntamento a sabato, con le ultime notizie dal Cielo e dallo Spazio. ---------------------------------------------------------------------------- Approfondimenti, notizie e curiositą astronomiche in "Prendi le Stelle nella Rete!": http://www.lestelle.net Hai dubbi o domande ancora senza risposta? Scrivi a "l'Astronomo risponde": http://www.pd.astro.it/pianetav/guru.html ----------------------------------------------------------------------------