Altre scoperte…

 

Zucchero nello spazio.

EuropaIn una nube interstellare, detta Sagittario B2 distante 26.000 anni luce dalla Terra(nella nostra galassia),scienziati  della NASA hanno individuato il Glicolaldeide, una molecola simile allo zucchero da tavola, composto da due atomi di carbonio, due ossigeni e quattro idrogeni. Gli scienziati per primi si sono messi a scherzare sopra: c’è chi si è messo a dire che abbiamo trovato lo zucchero,manca solo il caffè da aggiungere alla Via Lattea. La rivelazione è stata effettuata grazie al radiotelescopio NASA Hitt Peak in Arizona.

Il Glicolaldeide, combinandosi con altre molecole, può formare zuccheri più complessi come il glucosio e il ribosio, componente essenziale del DNA.

Philip Jewell dell’osservatorio radioastronomico di Kitt Peak dichiara che questa scoperta è una chiave importante per comprendere la nascita della vita sulla Terra. Secondo gli scienziati della NASA i composti chimici alla base della vita potrebbero essersi formati nelle nubi interstellari molto tempo prima della formazione dei pianeti.

Secondo Hollis,la scoperta costituisce una conferma dell’ipotesi che i precursori chimici della vita si costituiscono in queste nubi in molto tempo prima che prendono forma i pianeti orbitanti intorno alle stelle, compresa la nostra Terra. E le trasformazioni che si verificano in quelle nubi possono, in qualche modo,riprodurre la modalità con le quali ebbe origine la vita anche sulla Terra,con la creazione delle biomolecole.

 

Il luogo più probabile del nostro Sistema Solare per un ‘ambiente del genere è Europa, il IV satellite di Giove , scoperto da Galileo 4 secoli or sono.

 

Un meteorite salato.

Quando James Whitby dell’università di Manchester ed il suo team  hanno iniziato ad analizzare il meteorite Zac, non si sono sorpresi nel trovare nel suo interno del comune sale da tavola( salgemma). Sin da questa scoperta sono stati cercati con molta attenzione meteoriti fresche dello stesso tipo. Il meteorite Zac che cadde in Marocco nell’agosto del 1998 è un’ordinaria condriti, un meteorite pietroso che costituisce l’86%di quelle ritrovate. All’interno dei cristalli di salgemma, il team ha trovato tracce di xenon 129 ed argon 40. Secondo le analisi i cristalli di Sole hanno più di 4,5 miliardi di anni, sono quindi più vecchi di milioni di anni dei più antichi minerali conosciuti nel Sistema Solare. La presenza di salgemma indica l’esistenza di brina prima ancora, quando l’acqua è evaporata, si è lasciata dietro il sale. Secondo Whitby i cristalli di sale  cosi antichi fanno ritenere che la formazione di planetismi delle dimensioni di circa 10 km necessaria per fornire le condizioni favorevoli all’acqua liquida, è avvenuta più velocemente di quanto si pensasse.

 


Il meteorite delle origini.

 

…Odora di zolfo perché è l’unico a conservare il cocktail di molecole da cui ebbe origine il Sistema Solare e forse la stessa vita. Gli scienziati confermano: è il più antico corpo celeste giunto sulla Terra, e credono che questo corpo possa rivoluzionare le loro conoscenze sull’origine del Sistema Solare e anche sulla vita del nostro pianeta…

Lavorando contro il tempo e il ghiaccio che si scioglieva velocemente, gli scienziati canadesi hanno recuperato dalla superficie di un lago ghiacciato, nella parte inferiore della Columbia britannica, 500 frammenti di un raro meteorite, che cadde nel Canada occidentale lasciando per diverso tempo una scia nell’atmosfera (sotto).

Il meteorite ha rivelato una composizione anomala , contiene molecole organiche sconosciute e ha 5 miliardi di anni e risale quindi all’epoca della formazione dei pianeti.

Il 31 Maggio 2000 diversi pezzi ancora incapsulati nel ghiaccio, sono stati mostrati ad una conferenza stampa a Calgary, nell’Alberta dove i ricercatori hanno parlato, per la prima volta, dell’importante ritrovamento.

Il meteorite del lago Tagish cadde sulla Terra la mattina del 18 Gennaio, come testimoniarono gli abitanti dello Yukon meridionale, che videro una sfera infuocata che offuscò il Sole.

Il 27 Gennaio Jim Brook, un astrofilo residente nelle vicinanze, era sulla superficie ghiacciata del lago Lake sul versante dello Yukon.

“Stavo cercando attentamente le meteoriti ed appena le vidi capii di averle trovate”. Brook raccolse tutti i frammenti che potè, ponendoli in un sacchetto di plastica per non contaminarli.

Il giorno successivo, una fitta nevicata rese difficoltosi ulteriori ritrovamenti. Per trovarne di nuovi dovette aspettare la primavera. tracce

Dal 20 Aprile all’8 Maggio, ricercatori dell’Università di Calgary e l’Università del Western Ontario estrassero altri 500 pezzi dal lago ghiacciato (riscaldate dalla luce solare, le pietre scure avevano iniziato ad affondare nel ghiaccio).

  Secondo il leader del team Alan Hildebrand (Università di Calgary), i pezzi raccolti hanno una massa totale di forse 10 kg. Ed ancora centinaia se non migliaia di frammenti sono stati abbandonati ed andati irrimediabilmente perduti con lo scioglimento del ghiaccio. Quella caduta nel lago Tagish è una rara e fragile condrite carbonacea, la più primitiva delle meteoriti. Le analisi preliminari di Monica Grady (Open University) indicano che le pietre sono inaspettatamente ricche di minerali carbonati, ed inoltre, i rapporti degli isotopi indicano l’inclusione di granuli interstellari.

 Questa è la prima caduta di una condrite carbonacea che viene osservata ed è solo il quinto meteorite fra tutti di cui sia stata determinata l’orbita di arrivo.

Zolensky Utilizzando le immagini della sfera infuocata riprese dai satelliti del Dipartimento della Difesa, Peter Brown (Università del Western Ontario) ha calcolato che prima di colpire la Terra alla velocità di circa 16km al secondo, il meteorite del lago Tagish è stato captato dai satelliti americani che hanno permesso di risalire al preciso anno di nascita: la fascia di asteroidi fra Marte e Giove (la fascia principale degli asteroidi). La meteora è stata probabilmente espulsa da un corpo cosmico di consistenti dimensioni e, sempre secondo gli scienziati, potrebbe aver impiegato un milione di anni in orbita prima di essere catturato dalla gravità terrestre.

Era un mini asteroide di 200 tonnellate delle dimensioni di un furgone ed orbitava intorno al Sole con un orbita ellittica.

La caduta dell’enorme masso è stata confermata da più di 70 testimoni che hanno visto apparire in cielo la palla di fuoco che si è schiantata sulla superficie del lago (a fianco il meteorite di Murchison,Australia del 28 Settembre 1969)

Studiando il meteorite è stato possibile per gli studiosi anche risalire all’età del corpo, grazie alla presenza, nei frammenti estratti dal ghiaccio, di “nanodiamanti”, piccole particelle di polvere interstellare che facevano parte della nebulosa solare, cioè la nube di materia interstellare da cui si pensa si siano formati il Sole e tutti i pianeti.

Il testimone della nascita del Sole…I meteoriti come quello Laboratoriodel lago Tagish condividono le origini con quelle della nostra stella. Entrambi derivano dalla nebulosa solare primordiale…I meteoriti vengono classificati in base alla loro struttura e alla loro composizione. Le condriti carbonacee rappresentano un piccolo ma importantissimo gruppo. Al contrario di tutti gli altri meteoriti infatti questi corpi celesti contengono elevatissime quantità di composti organici di origine extraterrestre e hanno composizione chimica simile a quella del Sole. Ogni anno sul nostro pianeta cadono circa 500 meteoriti ma solo una bassissima percentuale, di circa lo 0,1% sono condriti. Prima della scoperta di quella del lago Tagish, la più famosa condrite carbonacea  era quella caduta a Orguel, in Francia nel 1864. Questo meteorite fù infatti il primo nel quale gli scienziati individuarono la presenza di elementi organici. Altra importante condrite per la quantità di carbonio che contiene è l’ “Allende”, caduta in Messico nel 1969 vicino alla città Pueblito de Allende.

 


 16.07.2001
Acqua extraterrestre



Probabilmente, le osservazioni di questa stella descrivono bene il futuro dello stesso sistema solare In un articolo pubblicato su "Nature", un gruppo di astronomi ha annunciato la scoperta di acqua attorno a una stella, fornendo la prima prova a favore del fatto che altri sistemi solari possano ospitare la vita. La stella in questione è un oggetto molto vecchio, che sta attraversando le ultime fasi della propria vita. Secondo una prima interpretazione, la stella avrebbe vaporizzato la sua coorte di comete, liberando un'enorme nube di vapore acqueo. Le osservazioni sono state compiute con il Submillimeter Wave Astronomy Satellite, un piccolo osservatorio radio lanciato dalla NASA nel 1998.
La stella in questione si chiama IRC+10216, o CW Leonis, e si trova a circa 500 anni luce da noi. Si tratta di una stella ricca di carbonio, tanto che la concentrazione di questo elemento supera quella dell'ossigeno. In queste condizioni, gli astronomi si aspetterebbero di trovare tutti gli atomi di ossigeno legati al carbonio per formare un monossido, ma invece si osserva una grande quantità di molecole di acqua. Proprio per questo si pensa che l'acqua provenga dalla superficie delle comete e quindi sia presente solo temporaneamente. Per spiegare la concentrazione di acqua osservata, sono necessarie alcune centinaia di miliardi di comete a distanze comprese fra 75 e 300 unità astronomiche. Anche se può sembrare un numero esageratamente alto, la massa totale sarebbe paragonabile a quella che si pensa si trovi nella fascia di Kuiper del nostro sistema solare. Molto probabilmente, le osservazioni di questa stella descrivono
molto bene il futuro del nostro stesso sistema solare.

 

Meteoriti da Marte…

 

 

Nome del Meteorite

Luogo del Ritrovamento

Data Ritrovamento

Massa (g)

Tipo

Chassigny

Chassigny, France

Ottobre 3, 1815

~4,000

Chassignite

Shergotty

Shergotty, India

Agosto 25, 1865

~5,000

Shergottite

Nakhla

Nakhla, Egypt

Giugno 28, 1911

~40,000

Nakhlite

Lafayette

Lafayette, Indiana

1931

~800

Nakhlite

Governador Valadares

Governador Valadares, Brazil

1958

158

Nakhlite

Zagami

Zagami, Nigeria

Ottobre 3, 1962

~18,000

Shergottite

ALHA 77005

Allan Hills, Antarctica

Dicembre 29, 1977

482

Shergottite

Yamato 793605

Yamato Mountains, Antarctica

1979

16

Shergottite

EETA 79001

Elephant Moraine, Antarctica

Gennaio 13, 1980

7,900

Shergottite

ALH 84001

Allan Hills, Antarctica

Dicembre 27, 1984

1,939.9

 

LEW 88516

Lewis Cliff, Antarctica

Dicembre 22, 1988

13.2

Shergottite

QUE 94201

Queen Alexandra Range , Antarctica

Dicembre 16, 1994

12.0

Shergottite