La ricerca di pianeti che ospitano la vita è uno dei grandi obiettivi dell'astronomia di questo secolo. A questo scopo sia l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) sia quella statunitense (NASA) hanno intrapreso dei programmi di ricerca a lungo termine. E il primo passo è la scoperta di altri sistemi planetari, oltre che la piena comprensione dei loro meccanismi di formazione. Ma la rivelazione di un pianeta extrasolare richiede tecniche molto sofisticate. Si è quindi dovuto attendere il 1995 perché un gruppo di astronomi svizzeri, guidati da Michel Mayor e Didier Queloz, annunciasse la scoperta del primo pianeta orbitante attorno ad una stella diversa dal Sole. Da allora ad oggi sono stati scoperti circa un centinaio di pianeti extrasolari. Le loro caratteristiche, spesso sorprendenti, richiedono una drastica revisione delle attuali teorie di formazione planetaria basate sulla sola conoscenza del nostro sistema solare. I teorici, quindi, attendono che si aggiungano sempre nuovi casi per migliorare i modelli e gli osservativi fanno a gara per dar loro il materiale su cui lavorare, ovvero grandezza, massa, distanza dalla stella di un numero sempre maggiore di pianeti.
Finora l'astronomia italiana era rimasta fuori da questo importante ambito di ricerca. Tuttavia la situazione sta ora cambiando. Grazie al Telescopio Nazionale Galileo dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), in funzione da qualche anno nell'isola di La Palma, e del suo spettrografo ad alta risoluzione SARG (realizzato presso gli Osservatori Astronomici di Padova, Catania, Palermo e Trieste), un gruppo di astronomi di Padova e Catania, guidato da Raffaele Gratton (Osservatorio di Padova, INAF), ha scoperto un nuovo pianeta attorno alla stella HD219542B. E’ il primo, si spera di una lunga serie, per l’Italia.
Dice Silvano Desidera, un giovane astronomo padovano fra i protagonisti della scoperta: “Il pianeta che abbiamo rivelato ha la massa di Saturno, ma è ad una distanza dalla sua stella intermedia tra quella di Mercurio e quella di Venere dal Sole. Abbiamo trovato un pianeta dove ci aspettavamo di trovarlo perché precedentemente avevamo notato che la stella mostrava segni di presenza di materiale planetario”. Aggiunge Francesco Marzari, un teorico padovano esperto nei meccanismi di formazione di pianeti: “La scoperta è particolarmente interessante trattandosi di un pianeta relativamente piccolo rispetto a quelli finora osservati. Potrebbe essere simile ai pianeti esterni del sistema solare, che sono composti da un nucleo solido ed un involucro gassoso. A parità di massa, il suo raggio dovrebbe tuttavia essere maggiore di quello di Saturno in quanto la vicinanza alla stella induce temperature elevate sulla sua superficie”.
La ricerca del gruppo del Dr Gratton prosegue: da tempo vengono osservate oltre un centinaio di stelle allo scopo di rivelare la presenza di pianeti orbitanti. Si aspettano quindi altri importanti risultati nei prossimi anni.
Per approfondimenti
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desidera@pd.astro.it, claudi@pd.astro.it
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GRUPPO
DI RICERCA:
Raffaele
Gratton, Riccardo Claudi, Silvano Desidera, Sara Lucatellodell’Osservatorio
Astr. di Padova
Giovanni
Bonanno, Rosario Cosentino, Salvo Scuderi dell’Osservatorio Astr. di Catania
Francesco
Marzari, Mauro Barbieri del Dipartimento di Fisica dell’Università di Padova