Il Castello di Ezzelino
Il nucleo più antico
del Castello di Padova risale ai tempi di Ezzelino III da Romano, tiranno
della città dal 1237 al 1256. Di questo castello si sapeva che era stato
iniziato nel 1242, che possedeva due alte torri, e che la maggiore di
queste era stata adibita dal tiranno a terribile prigione, nella quale
fece morire intere famiglie padovane.
Come racconta Angelo Portenari nella sua storia padovana Della felicità di
Padova del 1623, "Si ritrova nel primo solaio di quella [torre]
che risguarda la campagna, una bocca a guisa di sepoltura, per la quale il
crudelissimo tiranno calava con funi gli infelici Padovani in
horrendissime prigioni a morire di fame [
]". Lo stesso autore
riporta una cronaca più antica, dalla Storia di Pietro Gerardo
del 1543: "[
] et così ogni giorno Ezzelino hor questo or quello
incolpando di tradimento, parte incarcerava, et parte confinava in varij
luochi; onde molti si nobili qual popolari [
] fuggiano de la cità per
salvar la vita: lasciando moglieri, figliuoli et facultà: contra quali
procedeva come ribelli de lo imperio, publicando, et confiscando lor beni,
et imprigionando le moglieri, et figliuoli: rovinando lor palazzi, et
torri fin su li fondamenti". Il solaio di cui parla Portenari è
situato a nove metri dal suolo, nella torre della Specola, nell’ambiente
denominato oggi è ‘Sala dell'Iscrizione’.