URANO, NETTUNO E PLUTONE, SEMPRE PIU' LONTANO DAL SOLE


URANO


Urano dista dal Sole 19,14 Unita' Astronomiche, e ha un raggio equatoriale di circa 25.000 km. E' dunque anch'esso un pianeta gigante costitutito essenzialmente da un'estesa atmosfera di idrogeno che continua, piu' sottilmente, fino ad inglobare i suoi anelli. Infatti anche Urano possiede un sistema di anelli scoperto nel 1977, benche' assai piu' ridotto di quello di Saturno.
Urano ripreso dalla Voyager 2.
Queste due immagini di Urano mostrano il pianeta sia in colori reali che in falsi colori, dove e' aumentato fortemente il contrasto per portare alla luce i dettagli della regione polare. Il colore naturale leggermente azzurro e' dovuto alla presenza di metano. (JPEG, 32 K)
(NASA-JPL)

Immagine di Urano con 4 dei suoi 11 anelli, ripresa con diverse esposizioni dal Telescopio Spaziale Hubble. La grande distanza dal Sole di Urano ha richiesto lunghe esposizioni per evidenziare lo scuro materiale degli anelli. Essi risultano costituiti essenzialmente da corpi non piu` grandi di una trentina di centimetri. (JPEG, 146 K)
(NASA-STScI)

Urano presenta, inoltre, un'importante particolarità: il suo asse di rotazione, a differenza di quello di tutti gli altri pianeti, giace quasi esattamente nel piano della sua orbita. Di conseguenza, quando nel percorrere l'orbita l'asse viene a trovarsi diretto verso il Sole, un emisfero polare e' sempre illuminato e l'altro sempre oscuro, interrompendo il consueto ciclo del giorno e della notte.
Una delle due sonde spaziali Voyager che ci hanno inviato una messe incredibile di informazioni sul Sistema Solare esterno. Le due Voyager furono lanciate nel 1977 dal Centro Spaziale Kennedy in Florida. La Voyager 1 arrivo' su Giove nel marzo del 1979, e su Saturno nel novembre del 1980. La sonda sta ora attraversando i confini del Sistema Solare, per studiare lo spazio interstellare. La Voyager 2, raggiunse Giove nel luglio del 1979, Saturno nell' agosto del 1981 e, proseguendo, arrivo' nei pressi di Urano nel gennaio del 1986, e infine su Nettuno nell' agosto del 1989. Entrambe le Voyager hanno poi superato l'eliosfera (i confini piu' esterni del vento solare) nel 1990. (JPEG, 287 K)
(NASA-JPL)

Urano ha cinque satelliti: Ariel, Umbriel, Titania, Oberon e Miranda. Scoperto accidentalmente da William Herschel nel 1781, durante un ricerca di stelle doppie, il nuovo pianeta fu osservato per diversi anni rilevandone delle anomalie orbitali rispetto a quanto previsto dai calcoli. J.C. Adams, e quasi simultaneamente U. Leverrier, suggerirono l'esistenza di un pianeta piu' esterno quale responsabile delle forze in grado di disturbare l'orbita di Urano. Qualche tempo piu' tardi si scopri' Nettuno.
Miranda - solo 486 km di diametro - e' il piu' piccolo (e il piu' vicino) fra i cinque maggiori satelliti di Urano. E' anche l'oggetto del sistema di Urano a cui il Voyager passo' piu' vicino, solo 30.000 km. La sua struttura geologica e' particolarmente bizzarra e interessante. Il particolare piu` evidente e' una grande e luminosa area a forma di 7 il cui processo di formazione e' sconosciuto. Il terreno corrugato, e la sua zona circostante di forma trapezoidale piu' scura, hanno relativamente pochi crateri da impatto e quindi devono essersi formati dopo la primissima era dei bombardamenti meteorici. Il terreno piu' fortemente craterizzato e' invece piu' antico. Un'ipotesi possibile e' che Miranda si sia riaggregato dopo un impatto catastrofico che aveva frantumato il satellite. (JPEG, 62 K)
(NASA-JPL)

NETTUNO


Scoperto nel 1846 da Galle, all'Osservatorio di Berlino, in base ai calcoli di Adams e Leverrier questo pianeta si trova a 30 Unita' Astronomiche dal Sole e compie la sua rivoluzione in 165 anni. Ha dimensioni molto simili a quelle di Urano, ma ne differisce per il colore, nettamente piu' azzurro per la presenza di metano nella sua atmosfera. Dalle immagini delle sonde Voyager del 1989, si sono evidenziate sulla superficie di Nettuno una Grande Macchia Nera, e una seconda macchia piu piccola.
Fotografia del disco intero del piu' esterno fra i pianeti giganti, Nettuno, che mostra diversi particolari delle strutture nuvolose che furono scoperte nella sua atmosfera quando la sonda Voyager 2 arrivo' al suo ultimo incontro planetario nel 1989. La Grande Macchia Nera ha approssimativamente il diametro della Terra. Si tratta probabilmente di un sistema ciclonico analogo alla Grande Macchia Rossa su Giove, ma non e' chiaro perche' sia piu' scura della zona circostante. Le nuvole piu' chiare cambiano il loro aspetto nel giro di solo poche ore. (JPEG, 23 K)
(NASA-JPL)

Particolare della Grande Macchia Nera su Nettuno. La disposizione delle nubi soprastanti indica una rotazione antioraria per questa area ciclonica.(JPEG, 36 K)
(NASA-JPL)

Si tratterebbe, come su Giove, di sistemi ciclonici di alta pressione che ruotano in senso antiorario. Anche su Nettuno si e' inoltre rivelata la presenza di esili sistemi di anelli. I suoi maggiori satelliti sono Nereid e Tritone.
L' ultimo incontro del Voyager 2 e' stato col piu' grande satellite di Nettuno, Tritone. La calotta polare, di materiale piu' riflettente, potrebbe consistere di ghiaccio di metano e depositi di azoto allo stato solido. Si notino gli scuri pennacchi che si innalzano da diversi punti dell'immagine, tutti puntati verso la stessa direzione. Sembra trattarsi di qualche tipo di geyser, forse emissioni di azoto liquido mescolati a idrocarburi. Al di la' della loro natura, l'esistenza di questi pennacchi dimostra che Tritone possiede un'atmosfera che permette ai venti di spostare il materiale emesso. Tritone e' quindi il secondo satellite del Sistema Solare - assieme a Titano di Saturno - a possedere un significativo inviluppo gassoso, e anche il secondo satellite - assieme a Io di Giove - a dimostrare attivita' vulcanica. (JPEG, 396 K)
(NASA-JPL)

Gli anelli di Nettuno. In questa immagine il pianeta e' stato sovraesposto per rendere visibili le sottili linee luminose degli anelli. Si noti l'irregolare distribuzione del materiali che li compongono, specialmente nell'anello piu' esterno. Sembrano essere costituiti da polveri piuttosto che da frammenti rocciosi come nel caso di Saturno. (JPEG, 117 K)
(NASA-JPL)

I due emisferi di Nettuno ripresi dal Telescopio Spaziale in diverse lunghezze d'onda per evidenziare le strutture superficiali. Le nuvole che si trovano al di sopra dello strato di metano appaiono bianche, mentre quelle ancora piu' superficiali assumono un colore giallo- rossastro. All'equatore i venti soffiano a velocita' prossime ai 1500 km all'ora. (JPEG, 38 K)
(NASA-STScI)

PLUTONE



Plutone, ai limiti del sistema solare, ad una distanza media di 39,4 Unita' Astronomiche, con un periodo di rivoluzione di 248 anni, ed una grande eccentricita' orbitale, e' anomalo sotto tutti i punti di vista. Il suo raggio e' di 3.200 km e, se la composizione interna e' uguale a quella superficiale, potrebbe essere una sfera di ghiaccio come i due satelliti galileiani piu' esterni e la maggior parte delle lune di Saturno.
Da osservazioni fatte al Telescopio Spaziale Hubble si e'avuta conferma che attorno a Plutone, ad una distanza media di 20.000 km, gravita un satellite di nome Caronte. Il piccolo e debole Plutone fu scoperto da C. Tombaugh nel 1930 dall'Osservatorio Lowell in Arizona, dopo un pazientissimo lavoro di ricerca. A tale remoto abitante delle profondita' interstellari fu dato il nome del dio degli Inferi.
Plutone e la sua luna Caronte. Questa immagine del Telescopio Spaziale Hubble mostra i due corpi nettamente separati evidenziandone anche varie strutture superficiali che li differenziano. Nelle precedenti osservazioni da Terra essi apparivano invece quasi come un singolo punto luminoso. Le orbite del sistema Plutone-Caronte li portano ad allinearsi rispetto alla Terra ogni 6,4 anni di modo che essi si eclissano alternativamente. Misura spettroscopiche hanno individuato del metano ghiacciato sulla superficie di Plutone. Esso e' infatti talmente lontano dal Sole che perfino un gas volatile quale il metano vi si puo' trovare allo stato solido. La temperatura superficiale del pianeta e' stata stimata intorno ai -220 gradi centigradi. (JPEG, 13 K)
(NASA-ESA)

Plutone e' l'unico pianeta del sistema solare che non e' stato ancora avvicinato da una sonda spaziale. Per rispondere ai tanti interrogativi sul misterioso sistema Plutone-Caronte, la NASA sta sviluppando una missione di ricognizione robotica chiamata Pluto Express. La missione sara' svolta da due piccolissime sonde spaziali della piu' avanzata tecnologia. Il lancio delle due sonde dovrebbe avvenire agli albori del prossimo millennio, mentre l'incontro con il pianeta e' previsto verso il 2010. (JPEG, 213 K)
(NASA-JPL)







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