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Chiaro di Terra.
Il sorgere della Terra visto dalla Luna (missioni Apollo). (JPEG, 371 K)
(NASA-JPL) |
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Vista eccezionale della Luna e della Terra insieme, riprese
dalla Galileo in allontanamento nel 1992.(JPEG, 232 K)
(NASA-JPL) |
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Immagine della Terra ripresa dalla sonda Galileo da una distanza di 2,09 milioni di km. Il Sud America e' visibile al centro. (JPEG, 329 K) (NASA-JPL) |
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Immagine radar del Vesuvio ripresa da bordo dello Shuttle
con lo strumento SIR-C/X-SAR, nel 1994.
I falsi colori mettono in evidenza le successive colate di lava.
(JPEG, 382 K)
(NASA-JPL) |
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La faccia visibile della Luna. Sono ben evidenti i crateri e i
rilievi.
(JPEG, 381 K)
(Lick Observatory) |
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L'emisfero ovest della Luna, che ci rivela gran parte della faccia
non visibile da Terra. Immagine della navicella Galileo.
(JPEG, 364 K)
(NASA-JPL) |
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La regione polare della Luna ripresa con una insolita angolatura
dalla Galileo. L'immagine rende ben visibile il passaggio
tra terreno pianeggiante e zone craterizzate.
(JPEG, 417 K)
(NASA-JPL) |
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La conquista della Luna nel 1969. L'astronauta E. Aldrin esegue un esperimento
sul vento solare.
(JPEG, 499 K)
(NASA-JPL) |
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I satelliti artificiali sono rivelatori molto sensibili del campo gravitazionale terrestre. Se tutta la massa della Terra fosse concentrata in un punto, e non vi fossero gli effetti perturbativi dell'attrito atmosferico e dell'attrazione della Luna e del Sole, l'orbita di un satellite intorno alla Terra sarebbe rigorosamente una ellisse (Prima Legge di Keplero). L'effetto della non sfericita' della Terra, e della non omogeneita' della distribuzione delle masse al suo interno, determinano precessioni e nutazioni del piano orbitale del satellite molto simili al moto di un giroscopio. Queste perturbazioni orbitali sono ricostruite con grande precisione da una trentina di stazioni dotate di un potente raggio laser. |
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Il problema della determinazione di precisione delle coordinate del
Telescopio Nazionale Galileo alle Isole Canarie e' stato risolto
utilizzando un ricevitore GPS.
Circa un'ora di acquisizione automatica dati e' stata sufficente per
determinare la latitudine, longitudine e quota del TNG con una incertezza
di qualche metro.
La determinazione delle stesse coordinate usando la classica triangolazione
sulle stelle fondamentali ha richiesto ai due ricercatori una notte di duro
lavoro, con un risultato circa cinque volte piu' impreciso che con il GPS.
(JPEG, 577 K)
(Universita' di Padova) |
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Visione artistica del TSS ancorato allo Shuttle.
(JPEG, 517 K)
(ASI) |
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Il satellite presso il Kennedy Space Center. Il TSS ha un diametro di
1,6 m e una massa di 518 kg.
(JPEG, 582 K)
(ASI) |
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Il satellite, appena distaccato dal lungo traliccio di rilascio, inizia ad
allontanarsi nello spazio. (JPEG, 100 K)
(ASI) |
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Il TSS e la Luna.
Hanno partecipato alla seconda missione gli astronauti italiani
Maurizio Cheli e Umberto Guidoni.
(JPEG, 146 K)
(ASI) |