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Per sfruttare l'
effetto di 'fionda gravitazionale'
offerto dalle masse dei pianeti e risparmiare prezioso carburante, la Galileo ha puntato prima
su Venere, poi nuovamente verso la Terra e, dopo aver attraversato la fascia
degli asteroidi dandoci la prima immagine in assoluto di uno di essi,
e' tornata verso la Terra per l'ultimo slancio, diretta finalmente verso Giove.(JPEG, 497 K)
(NASA-JPL) |
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Logo della missione spaziale su Giove, intitolata a Galileo. (JPEG, 495 K) |
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Il 18 ottobre 1989 la Galileo viene rilasciata nello spazio dallo
Shuttle Atlantis. (JPEG, 278 K)
(NASA-JPL) |
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Puntando l'antenna verso la Terra la navicella giunta ormai in
prossimita' di Giove invia i suoi dati preziosi. Cosi' ci immaginiamo
che dovesse apparire questo evento. (JPEG, 172 K)
(NASA-JPL) |
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La Grande Macchia Rossa di Giove, ripresa dalla Galileo il 26 giugno
1996. Si tratta di un ciclone di proporzioni immense, quasi tre volte il
diametro della Terra, presente nell'atmosfera del pianeta da almeno 300 anni.
I venti vi soffiano in senso antiorario a quasi 400 Km all'ora. (JPEG, 168 K)
(NASA-JPL) |
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Immagine straordinaria di Io sullo sfondo delle nubi gioviane.
Ha circa le dimensioni della Luna ed e' il piu' vicino a Giove,
tormentato dal potente campo magnetico e dalle
forze mareali
del pianeta.
E' stato il primo corpo del sistema solare, oltre alla Terra, a rivelarsi ancora vulcanicamente molto attivo. Ripreso dalla Galileo il 7 settembre 1996 mostra grandi cambiamenti nella sua superficie rispetto alle immagini della navicella Voyager di 17 anni fa. Le aree nere e rosse sono depositi vulcanici molto recenti. A destra verso il centro si vede il vulcano attivo Prometheus. (JPEG, 242 K) (NASA-JPL) |
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La superficie di Ganimede, il piu' grande dei satelliti di Giove,
fotografata dalla Galileo il 27 giugno 1996 da soli 7500 Km di distanza.
Si tratta di un terreno molto antico con solchi e crateri scavati nella
crosta di ghiaccio sporco.
Il materiale scuro potrebbe essere derivato da frammenti di
meteoriti .
Il grande arco di cratere visibile sulla sinistra ha un diametro di 19 Km. (JPEG, 440 K)
(NASA-JPL) |
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DUST DETECTOR SYSTEM (DDS)
Questo rivelatore di polveri alloggiato nella navicella Galileo, misura la velocita', la massa, la carica elettrica e la direzione di singole particelle di polvere nello spazio interplanetario e all'interno della magnetosfera di Giove. (JPEG, 30 K) (DARA) |
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I motori della navicella Galileo durante alcune prove. (JPEG, 407 K)
(DARA) |