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Luna

"Quando guardiamo oggetti noti, in un ambiente visivo familiare, l'entrata visiva viene confrontata con immagini che derivano da precedenti esperienze visive e che sono conservate nella memoria.
In questo caso vedere e' riconoscere.
Quando invece ci troviamo di fronte a una nuova immagine, vedere richiede un'interpretazione.
E' un'esperienza simile a quella che proviamo la prima volta che osserviamo l'immagine a fianco, nella quale possiamo riuscire a riconoscere il volto di una giovane fanciulla o di una vecchia donna".

 

 

Disegno in cui si puo' vedere sia una donna giovane che una vecchia

[ Donna giovane - donna vecchia ]
immagine del cratere Platone sulla superfice della luna

[ Il cratere Platone nel Mare delle piogge
ripreso dalla sonda Clementine nel 1994 ]
Cosi' spiega il fisiologo Lamberto Maffei in un tentativo di comprensione di quella che poteva essere l'esperienza di Galileo di fronte ad un mondo nuovo che si apriva dinanzi a lui e, soprattutto, ad un mondo del quale non aveva nella memoria, come si diceva prima, alcun modello reale a cui rifarsi; un mondo inoltre non statico, ma completamente dinamico, in cui non era facile immaginare che i punti luminosi osservati fossero le cime delle montagne illuminate dal Sole.

Bisognava quindi compiere un notevole sforzo di astrazione per recarvisi con la mente e immaginare di osservarvi il Sole sorgere all'orizzonte e illuminarlo proprio come avviene nelle albe terrestri in un localita' montana.

 

 

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