| Dopo la morte di Santini avvenuta nel 1877, il suo allievo prediletto Giuseppe Lorenzoni (1843-1914) divenne direttore dell’Osservatorio. Fu sotto la sua direzione che la Specola si arricchì di un prestigioso cannocchiale, un rifrattore di Merz con obiettivo di 19 cm. Per collocare il nuovo strumento, nel 1882 fu edificato un padiglione cilindrico sopra il bastione trecentesco che divide il fiume Bacchiglione in due rami, in prossimità della Specola. Fu questo l’ultimo grande strumento acquistato per l’Osservatorio padovano. |
Giuseppe Lorenzoni |
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Antonio Maria Antoniazzi |
Nel 1913 a Lorenzoni succedette come direttore della Specola Antonio Maria Antoniazzi (1872-1925). Varie furono le sue sconsolate petizioni per avere finanziamenti e rinnovare il vecchio patrimonio strumentario della Specola. Ma la prima guerra mondiale era alle porte, e quando scoppiò, la torre dell’Osservatorio fu requisita dai militari per l’avvistamento degli aerei nemici: la città di Padova, infatti, si trovava nelle retrovie dello scenario bellico ed era la sede del comando supremo. Alcuni anni dopo la fine della guerra, un decreto ministeriale del 31 dicembre 1923 separò amministrativamente dall’Università l’Osservatorio astronomico. Alla morte prematura di Antoniazzi, divenne direttore della Specola Giovanni Silva (1882-1957); fin dagli inizi degli anni ’30, egli si adoperò per dotare l’astronomia padovana di un grande telescopio indispensabile per le moderne ricerche astrofisiche. Ma qui comincia un’altra storia per l’Osservatorio padovano, quella dei grandi telescopi della sede di Asiago. |

