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L'Altopiano di Asiago ospita i maggiori telescopi dell’ Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), sul suolo Nazionale, gestiti dall’Osservatorio Astronomico di Padova che ad Asiago ha da decenni la sua sede osservativa. Esso non  è solo un importante sito di ricerca ma anche un luogo dove il pubblico può venire a contatto con i grandi temi della moderna astronomia.
In località Pennar, all’interno della Sala Multimediale situata nella cupola costruita negli anni sessanta per contenere il telescopio Schmidt 67/92 (ora trasferito in sede più idonea), si organizzano giornalmente incontri informativi per il pubblico, conferenze per studenti, aggiornamenti per insegnanti, osservazioni guidate del cielo. Lo scopo principale degli incontri è far conoscere come si svolge il lavoro degli astronomi, come vengono realizzati i telescopi, quali sono oggi  gli strumenti di punta e le più recenti scoperte nei vari settori della ricerca astronomica, dall’esplorazione del sistema solare ai pianeti extrasolari, dall’universo su grande scala alla cosmologia.
Nell’incontro è privilegiato l’aspetto educativo ma, se le condizioni metereologiche sono favorevoli, la visita si chiude con l’osservazione guidata del cielo. Nella sede di Cima Ekar è invece possibile visitare, in alcuni periodi dell’anno, il telescopio Copernico da 182 cm.

LA SALA MULTIMEDIALE

La Sala Multimediale attrezzata per effettuare  presentazioni da computer, per dare uno sguardo al cielo e per fare osservazioni in remoto al telescopio Schmidt di Cima Ekar. In dotazione della sala ci sono: un telescopio Celestron C-11 (279 mm, lunghezza focale 2800 mm, f/10) e un rifrattore Vixen (102 mm, lunghezza focale 1000 mm, f/10). La sala multimediale è accessibile ai portatori di handicap che possono usufruire di un ascensore adatto al trasporto di carrozzine e di un adeguato servizio igienico. 

  

 

 

 

 

 

 

 OTTOBRE 2018 - GIUGNO 2019 -  INIZIATIVE PER LE SCUOLE (pdf)

 

 

 

 

esterno sala multimediale

Interno della sala multimediale

News – MEDIA INAF

Il notiziario online dell'Istituto Nazionale di Astrofisica
  • Ha la stessa composizione chimica ed è nata dalla stessa nube di gas e polveri che ha dato origine alla nostra stella. Si chiama Hd 186302 e fa parte di un campione censito dal telescopio spaziale Gaia dell’Esa

  • Una ricerca pubblicata su ApJ fornisce modelli climatici aggiornati per i sette pianeti orbitanti attorno alla stella Trappist-1, confermando che Trappist-1e è quello che più probabilmente potrebbe ospitare acqua liquida su una superficie temperata. Il lavoro presentato aiuterà gli astronomi a studiare in modo più efficiente i pianeti attorno a stelle diverse dal nostro Sole e a usare al meglio le limitate e costose risorse di Jwst

  • Il Consiglio nazionale delle ricerche ha celebrato oggi i 95 anni dalla sua fondazione. «Quello che noi destiniamo a questo ambito», ha detto il presidente del Consiglio Conte riferendosi agli investimenti in ricerca, «è inferiore a quanto si fa nei paesi europei. Il governo si impegna per far superare all'Italia questo divario, anche se non è semplice rimuovere in poco tempo gli ostacoli»

  • Per celebrare questo importante anniversario anche i saluti di Luca Parmitano. «È il più grande esempio di come sia possibile raggiungere un obiettivo importante al di là di qualsiasi ideologia», ha detto AstroLuca, che l’anno prossimo tornerà sulla Stazione spaziale internazionale per la missione Beyond

  • Gli stati membri dell'Unione Europea hanno lanciato l'iniziativa European Open Science Cloud (Eosc), un cloud di calcolo per la ricerca. Ricercatori, ma anche semplici cittadini, potranno consultare e riutilizzare i dati messi a disposizione da altri scienziati. La comunità degli astronomi e dei fisici delle particelle è già al lavoro per contribuire alla nascita di Eosc con il progetto Escape

  • Fu Guido Horn d’Arturo, lavorando all’osservatorio di Bologna, a proporre la soluzione avveniristica all’inizio degli anni ’30, quando pensò di costruire uno specchio “grande” accostando piccoli tasselli. Con il consenso dell'autrice, Patrizia Caraveo, vi riproponiamo questo articolo pubblicato domenica sul Sole 24 Ore

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