Research and development studies

OAPd has a technological research and development program, whose aim is to explore new ideas and develop new techniques, and that is of fundamental importance to enable the participation of the Observatory to future projects for the realization of new instruments and telescopes.

The programs currently active, reflect the main domain of technological expertise present in OAPd, ranging from innovative methods for wavefront sensing, to the investigation of new components for the development of innovative instrumentation in the optical and infrared domains.


Research and Development - Past Studies

 

News – MEDIA INAF

Il notiziario online dell'Istituto Nazionale di Astrofisica
  • Le lunghe missioni spaziali dovrebbero prevedere la possibilità di coltivare piante: farebbe bene alla salute psicofisica degli astronauti, dice uno studio dell’università della Florida. Abbiamo chiesto un parere, sia sulla presenza di piante che di eventuali animali da compagnia, a Denise Ferravante, psicologa dell’Enea

  • La sonda della Nasa si prepara all'ultimo anno di missione. Ogni missione nello spazio è limitata nel tempo dal quantitativo di carburante, ma Dawn rimarrà stabile nell'orbita del pianeta nano anche dopo l'esaurimento del propellente a base di idrazina

  • Un team di ricercatori guidato da Francesca Loi dell’Osservatorio astronomico dell’Inaf Cagliari ha osservato col Sardinia Radio Telescope i deboli campi magnetici dell’ammasso di galassie Ciza J2242+5301. I risultati sono stati pubblicati su Mnras

  • Potenti eruzioni solari potrebbero caricare elettricamente alcune aree di Fobos, una delle due lune di Marte, fino a centinaia di volt. Così ha calcolato una simulazione della Nasa che ha studiato l’accumulo di elettricità statica causato dal vento solare e i possibili effetti negativi su equipaggiamenti elettronici o astronauti che dovessero sbarcarvi

  • Rilevata la presenza di una nube tossica di ghiaccio composta da una miscela chimica di acido cianidrico e benzene: le due sostanze chimiche sembrano essersi condensate contemporaneamente formando particelle di ghiaccio, piuttosto che stratificarsi l'una sull'altra

  • Il gruppo di ”space situational awareness” dell’Osservatorio Inaf di Bologna ha seguito al telescopio il transito ravvicinato dell’asteroide, avvenuto lo scorso 12 ottobre a 6 km al secondo e a una quota minima di 48mila km, per oltre quattro ore. Producendo un timelapse da 7 minuti

Go to top

We use cookies to improve our website and your experience when using it. Cookies used for the essential operation of the site have already been set. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information