Radial Velocity Variation in Red Giants

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A survey of radial velocity variations in nearby red giants has been conducted since 1999 using ESO and TLS spectrographs. The main target is the characterization of the radial velocity variations due to surface unhomogeneity, pulsation, and/or low mass companions.

 

 It has been shown that all of the three factors contribute to the observed radial velocity variations. Planets were found orbiting the stars 4 UMa, HD 11977, and HD 47536. The analysis of chemical abundances for the initial sample reveals an age-metallicity relation which is surprisingly flat and with little dispersion at the youngest ages. Also, giants hosting planets are found not to be as metal rich as the dwarfs, which hint to an external origin (pollution by planetary debris) of enhanced metallicity in planet-hosting stars. The project continues with HARPS at the 3.6m ESO telescope and with the Thueringer Landessternwarte Tautenburg 2m telescope.

People: Leo Girardi

Collaboration: Luca Pasquini (ESO), Artie Hatzes (Tautenburg Landsternwarte), Johnyy Setiawan, Michaela Doellinger (MPIA Heidelberg), J. Renan de Medeiros (UFRN, Natal)

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Il notiziario online dell'Istituto Nazionale di Astrofisica
  • I ricordi personali di chi ha conosciuto e lavorato con il premio Nobel 2002 per la Fisica e ha voluto testimoniarlo qui, sulle pagine di Media Inaf: Salvatore Sciortino, Sperello di Serego Alighieri, Gianni Zamorani, Piero Rosati, Stefano Borgani, Roberto Gilli, Maurizio Paolillo e Paolo Tozzi

  • Arriva in Italia il 19 dicembre la serie evento creata dallo showrunner di ”House of Cards”, Beau Willimon. Storia del primo volo umano con destinazione Pianeta rosso. I primi due episodi in anteprima gratuita martedì 18 dicembre in 30 sale cinema

  • A mezzo secolo dalla pubblicazione su “Nature” dell’articolo che descriveva la scoperta della prima pulsar, il “Libro dell’Anno” Treccani ospita nella sezione “Personaggi” un articolo di Patrizia Caraveo dedicato a Jocelyn Bell Burnell. Ve lo riproponiamo con il consenso dell’autrice

  • Analizzando campioni di rocce prelevati nel sistema di grotte noto come Imawarì Yeuta, in Venezuela, un gruppo multidisciplinare di ricercatori ha dimostrato che l’attività metabolica di comunità microbiche complesse è coinvolta nella formazione di particolari depositi di silice opalina. Depositi simili sono stati osservati anche su Marte dal rover Spirit della Nasa: dal Venezuela a Marte, il passo potrebbe essere più breve del previsto. I risultati sono stati pubblicati su Scientific Reports

  • Osservati i segni di una neonata onda d’urto di prua – bow shock in inglese – generata dal vento solare attorno alla cometa 67P: è la prima volta che il fenomeno viene colto nella fase di formazione. I risultati dello studio, condotto rianalizzando i dati della suite di strumenti Rosetta Plasma Consortium, sono pubblicati su Astronomy & Astrophysics

  • Dal 6 all'11 dicembre la sonda Mars Reconnaissance Orbiter ha fotografato il lander, il suo scudo termico e il paracadute che ora si trovano nella regione sabbiosa di Elysium Planitia

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