II. Cosmological evolution of the ISO/IRAS sources in the NEPR

Spectral classification and Dynamical properties

We measured fluxes and intensity ratios of emission lines in the visible region of the spectrum (λ4000−9000 Å) for 75 galaxy members of the IDS (Infrared Deep) Sample.

The spectral classification of 42 galaxies, with the emission line ratio diagnostic diagrams, shows that the NEPR sample is predominantly
composed of starburst galaxies (71%),  while the fraction of LINERs (21%) and AGNs (7%) is small. Three new Sy 1 galaxies were identified,
3-44A1, 3-70A, and 3-96A.
The rest-frame FIR luminosity distribution of galaxies with spectral classification spans the same range as the FIR-selected complete sample analyzed by Mazzei et al. (2007), i.e. three orders of magnitude, with the same mean value, log(LFIR) = 10.2. This emphasizes that such galaxies represent FIR properties of the whole sample well. Moreover, their optical properties are typical of the sample itself since 62% of these belong to the 60 μm selected complete sample of galaxies defined by Mazzei et al. (2001).
Using the rotation curves and spatially resolved, low resolution spectra, we are able to derive dynamical parameters of
41 galaxies and mass estimates, inside the last point viewed, of 39 galaxies in the sample  (left figure below), 67% of them belong to the complete sample defined above. Moreover, their rest-frame FIR luminosity distribution (right figure below) extends over the same range and with the same average luminosity value (log FIR=10.3) as expected for the complete sample.

 Figura nepr

48% of  our rotation curves have disturbed morphologies and most corerspond to star forming galaxies. This emphasizes the role of interactions in triggering starbursts, and, in particular, FIR emission  in our sample of dusty galaxies.

People:   Paola Mazzei, Daniela Bettoni, Antonio della Valle

Collaborations: Antonietta Marino and Giuseppe Galletta (Univ di Padova), Roberto Rampazzo

Recent pubblications: Bettoni et al (2012), A&A, 538, 72

News – MEDIA INAF

Il notiziario online dell'Istituto Nazionale di Astrofisica
  • L'analisi delle accuratissime misure tridimensionali delle velocità di alcuni milioni di stelle nella nostra galassia ottenute dalla missione Gaia rivelano le tracce di un passato incontro ravvicinato con un'altra galassia più piccola. Nel team di rcercatori che ha condotto lo studio, anche Ronald Drimmel ed Eloisa poggio dell'Inaf

  • Tess, il nuovo cacciatore di pianeti della Nasa, fornisce i suoi primi e preziosi dati, che aiuteranno gli scienziati a scoprire e studiare nuovi pianeti extrasolari, regalandoci un'immagine dettagliata del cielo sud, ripresa con tutte e quattro le telecamere a largo campo del satellite. In questa sua prima luce, Tess ha catturato una moltitudine di stelle e altri oggetti, compresi i sistemi già noti per avere pianeti extrasolari. La sua caccia a nuove Terre è cominciata

  • L’inizio delle attività della sonda europea ExoMars Tgo attorno a Marte è stato in parte condizionato dalla gigantesca coltre di sabbia rossastra che ha celato alla vista la superficie per diversi mesi. Ora stanno cominciando ad arrivare nuove immagini, in alcune delle quali si vedono probabilmente i segni della tempesta

  • Il telescopio spaziale Hubble ha rilevato un’insolita emissione infrarossa proveniente da una stella di neutroni. Due sono le ipotesi al vaglio dei ricercatori: un disco di polvere che circonda la stella di neutroni, oppure un vento energetico proveniente dalla pulsar centrale. La scoperta e le due possibili interpretazioni per l'insolito ritrovamento sono state pubblicate su Astrophysical Journal

  • La Società italiana di fisica (Sif), il cui Congresso nazionale è in corso in questi giorni all’università della Calabria, ha assegnato il premio “Giuseppe Occhialini” a Elena Pian, astronoma dell’Istituto nazionale di astrofisica a capo del team che, per primo, ha ottenuto lo spettro della coalescenza di una coppia di stelle di neutroni

  • Criovulcani hanno eruttato lungo tutta la storia di Cerere, ma tale continua attività non ha avuto lo stesso esteso impatto sulla superficie del pianeta nano che ha avuto il vulcanismo basaltico sulla Terra

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