Current Studies - Feasibility Studies

 EUCLID

 The ESA Euclid mission (merging of DUNE and SPACE) aims at obtaining stringent constraints on the main open questions of cosmology (dark energy, dark matter, formation and evolution of structures and galaxies). Euclid will measure the distance-redshift relation and the growth of structure by optimizing its observing strategy on two complementary dark energy probing methods: The baryonic acoustic oscillations (BAO) method relies on the distribution of baryonic matter, i.e. galaxies, to infer the redshift-distance relation. The weak gravitational lensing (WL) whereby the distribution of mass along the line of sight distorts the apparent shapes and orientation of galaxies. The baseline mission carries a telescope with a primary mirror of 1.2 m diameter. The rest of the payload consists of three scientific instruments: a CCD based optical imaging channel, used to measure the shapes of galaxies at the diffraction limit of 0.21-0.23 arcsec in one single wide visual band (R+I+Z) spanning the wavelength range of 550-920 nm; a NIR imaging photometry channel, containing up to three NIR bands (Y, J, H), employing NIR detector arrays with 0.3 arcsec pixels; a NIR spectrometric channel, operating in the wavelength range 0.8-1.7 μm at a spectral resolution λ/Δλ ∼ 400. A request for funding has been submitted to ASI. INAF OAPd has the responsibility of the focal plane detectors.

People: F. Bortoletto, C. Bonoli, M. D'Alessandro, E. Giro

Collaboration: The Euclid Consortium

Publications: 

News – MEDIA INAF

Il notiziario online dell'Istituto Nazionale di Astrofisica
  • Uno studio internazionale, a cui ha partecipato Sandro Scandolo dell’Ictp di Trieste, ha identificato con precisione il processo attraverso il quale - dal quarzo sottoposto ad alte pressioni nel mantello terrestre - si forma la coesite. Questo minerale si origina anche a seguito di impatti meteorici, contribuendo quindi a identificare l’origine dei crateri

  • Un nuovo studio guidato da Antonino Petralia dell'Inaf di Palermo presenta i risultati di recenti simulazioni d’un evento di pioggia coronale, osservato il 4 novembre 2015, allo scopo di comprendere il meccanismo alla base del processo di frammentazione e ricaduta del plasma

  • Pubblicata dall’International Astronomical Union, è ora disponibile la prima lista comparativa internazionale di parole astronomiche nelle lingue dei segni. «Per una sempre maggiore inclusione di ogni persona, qualunque sia la sua condizione fisica o sociale, nel meraviglioso mondo dell'osservazione del cielo», dice il Segretario Generale Iau Piero Benvenuti

  • L'andamento dell’emissione di sodio attorno a Mercurio, così come osservato dalla Terra, può essere un vero e proprio campanello d’allarme nell’ambito della meteorologia spaziale planetaria e può fornire utilissime indicazioni sulla propagazione delle perturbazioni solari ben prima del loro eventuale arrivo alla Terra. Lo studio è stato guidato da Stefano Orsini dell'Inaf

  • Usando lo strumento Muse dell'Eso, alcuni ricercatori hanno scoperto una stella all'interno dell'ammasso stellare Ngc 3201 che si comporta in modo molto strano: sembra che orbiti intorno a un buco nero, il primo di massa stellare inattivo individuato all'interno di un ammasso globulare direttamente grazie alla sua attrazione gravitazionale

  • Il telescopio spaziale Hubble punta l’obiettivo su Act-Clj0102-4915, l’ammasso più massiccio, più caldo e il più grande produttore di raggi X mai scoperto nell’universo remoto. Un gigante da 3 milioni di miliardi di masse solari, fra gli obiettivi della prossima missione Jwst

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