Current Studies - Feasibility Studies

 

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 Presently, dedicated instruments developments at large telescopes (SPHERE for the VLT, GPI for Gemini) are about to discover and explore self-luminous giant planets by direct imaging and spectroscopy. The next generation of 30m-40m ground-based telescopes, the Extremely Large Telescopes (ELTs) have the potential to dramatically enlarge the discovery space towards older giant planets seen in reflected light and ultimately even a small number of rocky planets.  EPICS is a proposed instrument for the European ELT, dedicated to the detection and characterization of exoplanets by direct imaging and spectroscopy. It will exploit state-of-the-art diffraction and speckle suppression techniques to deliver highest contrasts.

EPICS was first studied in the context of the OWL project, and a first preliminary concept produced. A new design is being considered for the E-ELT, partly funded within an European FP-7 program, and partly by ESO. Phase A will formally start in autumn 2007. INAF-OAPD has the leadership of the science group and contributes to the work on the Integral Field Spectrograph.

People: R. Gratton, J. Antichi, S. Desidera, R. Claudi, M. Turatto, D. Mesa, M. Bonavita

Collaboration: M Kasper (ESO), J-L. Beuzit (LAOG-Grenoble), H.M. Schmid (ETH-Zurich), N. Thatte (Oxford)

Publications: Kasper et al. (2007), lyot conf 35; Kasper et al. (2008), SPIE 7015,46; Antichi et al. (2008), SPIE 7100,47; Vérinaud et al. (2008), SPIE 7014,52

News – MEDIA INAF

Il notiziario online dell'Istituto Nazionale di Astrofisica
  • Nei giorni scorsi è scomparso, dopo una lunga malattia, il fisico e cosmologo Giuseppe “Bepi” Tormen dell’Università di Padova. Pubblichiamo il ricordo scritto dall’astrofisico Luigi Guzzo, suo collega e amico da sempre

  • I ricercatori hanno identificato 121 esopianeti giganti che potrebbero avere satelliti naturali abitabili: esolune potenzialmente in grado di offrire un ambiente favorevole alla vita, forse persino migliore della Terra. Lo studio su The Astrophysical Journal

  • Un nuovo studio franco-cinese mette in dubbio la necessità di contemplare l’effetto di una materia oscura per spiegare i moti stellari delle piccole galassie con poche stelle che si trovano in prossimità della Via Lattea

  • Il raro fenomeno che porta alla disgregazione delle stelle è noto come evento di distruzione mareale e si verifica quando una stella viene catturata dal buco nero supermassiccio tramite la sua invincibile attrazione gravitazionale. Non c'è scampo: l'oggetto viene fatto a pezzi e addio stella. Lo studio è stato pubblicato oggi su Science. Il commento di Marco Bondi dell'Inaf di Bologna

  • Una nuova analisi dei dati ottenuti dallo strumento italiano Vir a bordo della sonda Nasa Dawn suggerisce che la concentrazione dei composti del carbonio trovati sulla superficie del pianeta nano Cerere potrebbe essere tra il 40 e il 50 per cento, sorprendentemente più alta di quanto finora calcolato

  • La risoluzione è ancora molto bassa e la forma dell'oggetto è ancora indistinta, ma ricorda il dango, un tradizionale dolce di riso giapponese. L'Italia si occuperà della caratterizzazione mineralogica della superficie di Ryugu e per l’individuazione dei siti di atterraggio del lander Mascot

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