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Planets and Comets

In the last few years most of the international space agencies selected the planet Mercury as the main target of the Solar System exploration for the next 15 years, considering the large efforts in terms of resources and funding for dedicated space missions.

The NASA mission MESSENGER in stable orbit around Mercury from March 2011, after the three flybys with the planet on 2008-2009, has started to provide a large amount of new data supporting and stimulating several new scientific activities.

Our team is working on the geology of Mercury, even in collaboration with the MESSENGER team, and applying our new method for the age determination of planetary surfaces.

Then we are working on the Mercury’s exosphere, in particular on the mechanism source due to the micrometeoroid impacts. This work is based on our dynamical model predicting the meteoroid flux on Mercury and the Earth-Moon system. We can estimate the absolute flux on Mercury according to our new calibration of micrometeoroid flux on Earth, that revised the analysis of the impact craters formed on the space-facing end of the gravity-gradient-stabilized Long Duration Exposure Facility (LDEF) satellite.

Planets and Comets - PAST STUDIES

News – MEDIA INAF

Il notiziario online dell'Istituto Nazionale di Astrofisica
  • La mappa del campo magnetico realizzata da un team di astronomi nei dintorni del buco nero nel sistema binario V404 Cygni presenta valori dell’intensità del campo magnetico fino a quattrocento volte inferiore a quelli attesi. Piergiorgio Casella (Inaf): «È un risultato senza precedenti, che apre la strada ad una comprensione maggiore di ciò che avviene attorno a questi oggetti misteriosi»

  • Due articoli firmati dall’astronomo svizzero André Maeder, entrambi pubblicati su ApJ, presentano un modello cosmologico che ambisce a spiegare ciò che osserviamo senza dover ricorrere a energia e materia oscure. È plausibile? Lo abbiamo chiesto a un cosmologo dell’Inaf, Carlo Burigana

  • Usando le antenne di Alma, un gruppo di ricercatori ha scoperto due galassie che si sarebbero formate quando l'universo aveva appena il 5 per cento dell'età attuale. Secondo i dati raccolti, i due oggetti lontanissimi erano avvolti da un’immensa struttura: un alone di materia oscura

  • Lo spettrografo di terza generazione installato al Very Large Telescope dell'Eso ha condotto con successo le sue prime osservazioni. Filippo Zerbi (Inaf): «Espresso è uno strumento fuori dal comune e fuori dal comune è stata la sfida decennale per concepirlo, realizzarlo e infine portarlo pienamente funzionale al telescopio»

  • Ipotizzate nel 2014, le “strongly interacting massive particles” sono entrate a far parte della lista di particelle candidate a spiegare la dark matter. Ne ha parlato in questi giorni a Cape Town, al 29esimo Texas Symposium on Relativistic Astrophysics, uno degli scienziati che le hanno proposte, Hitoshi Murayama

  • Lo scienziato australiano Tobias Westmeier ha prodotto la mappa più dettagliata mai ottenuta delle nubi di idrogeno neutro ad alta velocità. Il risultato, pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, migliora in sensibilità e risoluzione le mappe precedenti, e potrebbe fornire nuovi indizi sull'origine di queste nubi e sulle condizioni fisiche al loro interno

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