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LA STELLA DI BETLEMME La Stella di Betlemme citata nel Vangelo dell'apostolo Matteo e
divenuta nella cultura popolare la cometa di Gesu' bambino, è certamente uno dei corpi
celesti più affascinanti della storia. Conoscerne la natura potrebbe permettere di datare
con precisione la nascita di Cristo ma soprattutto consentirebbe di svelare un mistero
reso addirittura seducente dal suo altissimo valore simbolico.
Nonostante la nostra tradizione raffiguri la Stella di Betlemme con forma di Cometa, non
pare probabile che tale fosse l'astro visto dai Magi. Le cronache dell'epoca parlano di
una cometa, rivelatasi poi essere quella di Halley, passata però nel 12 a.C. ovvero
troppo presto rispetto alla data che stiamo cercando, inoltre una cometa non ha la
caratteristica di rimanere ferma nel cielo ad indicare con lo sfondo di stelle fisse,
ubicazioni geografiche sulla base di interpretazioni astrologiche. La tradizione di
rappresentare la stella dei re Magi con forma di cometa ha origine nel XIII secolo e si
deve a Giotto che rappresento' la cometa di Halley sullo sfondo di una celebre natività
presso la Cappella degli Scrovegni a Padova.
Giotto: l'Adorazione dei Magi
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Prima di allora, nelle
rappresentazioni medioevali, l'astro di Betlemme era rappresentato con forma stellare.
Ciò non stupisce poiché, così come Giotto rappresentò un fenomeno da lui direttamente
osservato, altri prima di lui probabilmente raffigurarono fenomeni celesti grandiosi ed
affascinanti da loro direttamente ammirati.
Nel 1604 il grande astronomo Keplero, osservata una spettacolare congiunzione molto
stretta tra Giove e Saturno pensò che un avvenimento cosi' raro ed appariscente potesse
essere analogo a quello che segnò la nascita di Cristo. Calcolò, non senza difficoltà
per quei tempi, la frequenza con cui questi pianeti entrano in congiunzione e trovò che
tale configurazione si produsse nella costellazione dei Pesci nel giugno del 7 a.C.
La data cade in un intervallo di 4 anni, dal 8 a.c. al 4 a.C., che in virtù di due
riferimenti a fatti storici descritti nei Vangeli, sono limiti temporali veritieri entro i
quali far cadere la data della nascita di Cristo.
Il primo riferimento è al censimento ordinato da Cesare Augusto che dovrebbe aver avuto
luogo tra l'8 ed il 6 a.C. Il secondo è alla morte di Erode, posteriore alla nascita di
Cristo avvenuta dopo un'eclissi di luna poco prima della Pasqua ebraica che con tutta
probabilità è quella verificatasi il 13 marzo del 4 a.C., (in quegli anni non si sono
verificate altre eclissi di luna a ridosso della Pasqua ebraica).
Dunque la nascita di Cristo sarebbe da situarsi tra l'8 a.C. e la primavera del 4 a.C. con
una propensione per le date più antiche se ricordiamo che, come dicono i Vangeli,
"Erode mandò ad uccidere tutti i maschi che erano in Betlemme dai due anni in giù,
secondo il tempo del quale si era esattamente informato dai Magi".
L'ipotesi di Keplero secondo la quale i Magi potessero aver interpretato astrologicamente
quest'avvenimento può quindi essere vera. "Un nuovo grande Re (Giove) di giustizia
(Saturno) sta per nascere tra gli Ebrei; infatti i Pesci, segno d'acqua, erano associati a
Mosé che divise l'acqua del mare, e per estensione al suo popolo.
Ecco forse svelato il perché i
Magi si recarono con tanta sicurezza e determinazione in Palestina.

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