Un'onda gravitazionale produce su ogni oggetto una debolissima forza della durata di circa un millesimo di secondo, che ha il risultato di deformare temporaneamente l'oggetto e indurlo a vibrare alla frequenza dell'onda. Le antenne risonanti sono rivelatori di onde gravitazionali che misurano le vibrazioni meccaniche di un corpo avente un alto fattore elastico e una grande massa (diverse tonnellate).
Un trasduttore, che e' analogo ad un sensibilissimo microfono, converte le
deboli variazioni di forma dell'antenna in segnali elettrici, che vengono
poi amplificati e registrati. L'ampiezza massima dell'oscillazione e'
inferiore a un millesimo della dimensione di un nucleo atomico, e solo un
estremo isolamento meccanico e termico puo' permetterne la rivelazione.
L'isolamento dalle vibrazioni e' ottenuto sospendendo l'antenna per la
sezione mediana mediante cavi, formando un pendolo a molti stadi.
Per ridurre le vibrazioni spontanee l'antenna viene raffreddata alle piu'
basse temperature possibili: le antenne ultracriogeniche raggiungono circa
un decimo di grado sopra lo zero assoluto (-273 C).
AURIGA
Presso i Laboratori Nazionali di Legnaro (Padova) dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e' installato il rivelatore di onde gravitazionali AURIGA, basato su di un'antenna ultracriogenica (cioe' mantenuta a bassissima temperatura).
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I vari contenitori che formano il criostato (apparato raffreddatore)
e che costituiscono l'antenna ultracriogenica AURIGA.(JPEG, 230 K) (INFN) |
LISA
La sonda LISA (Large Interferometry Space Antenna)
dell'ESA, che verra' lanciata dopo il 2005, fa parte di
un gruppo di sei satelliti identici che avranno il compito di rilevare le
onde gravitazionali previste dalle teorie di Einstein.
Essi verranno disposti a due a due sui vertici di un triangolo equilatero
immaginario con i lati di 5 milioni di chilometri in orbita attorno al
sole. Raggi laser inviati da un vertice all'altro del triangolo per
misurare con precisione infinitesimale le variazioni della distanza tra i
satelliti...
Questo sistema e' una
specie di gigantesca antenna nello spazio che sara' in grado di rilevare le
onde gravitazionali previste dalla teoria della relativita' generale di
Einstein, che si propagherebbero attraverso l'universo alla velocita'
della luce, con l'effetto di provocare una deformazione dello spazio.
Einstein aveva ragione?
Sorgenti cosmiche di neutrini
I neutrini per loro natura interagiscono debolissimamente con qualunque
tipo di materia. Questo pone problemi cosi' delicati per la loro rivelazione
che i 'telescopi' vengono posti in gallerie a grandi profondita'.
Essendo elettricamente neutri, i neutrini non possono essere osservati
direttamente ma si possono individuare le conseguenze dei loro rarissimi urti
con altre particelle: se un neutrino collide con un elettrone, puo' cedere
a questo parte della sua energia cinetica. L'elettrone viene messo in
movimento e puo' venire facilmente osservato.
In particolare se l'urto avviene in un fluido, l'elettrone ad alta velocita'
emette una radiazione luminosa che ne permette l'individuazione e la misura
di energia, da cui si risale a quella del neutrino primario.
Dato che i neutrini non decadono in altre particelle, ci si aspetta che essi
siano estemamente abbondanti nell'Universo, con flusso dipendente dalla loro
energia.
Neutrini vengono prodotti in particolare nel centro del Sole e delle
stelle, associati alle
reazioni termonucleari che avvengono alle
altissime temperature e densita' del loro interno.
Altissimi fiotti di neutrini accompagnano anche le esplosioni di supernovae.
Inoltre, l'Universo dovrebbe essere pieno di 'neutrini fossili' provenienti
dal Big Bang, l'esplosione
primigenia.
LVD
Il rivelatore di neutrini cosmici LVD (Large Volume Detector) e' installato presso
i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'Istituto Nazionale di Fisica
Nucleare.
LVD usa la tecnica dei contatori a scintillazione liquidi. La massa di
scintillatore sfiora le 2000 tonnellate, e fa di LVD il massimo rivelatore
di questo tipo mai realizzato al mondo.
(INFN)
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Veduta artistica delle sale sotterranee dei Laboratori Nazionali del Gran
Sasso dell'INFN.(JPEG, 413 K) (INFN) |
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Struttura meccanica dell'esperimento LVD in fase di montaggio nella sala
sotterranea A dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso.(JPEG, 442 K) (INFN) |
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Uno dei rivelatori CLUE, telescopi Cerenkov in luce ultravioletta,
installati nel complesso del Progetto HEGRA alle Canarie. Lo specchio
parabolico ha 1,8 m di lunghezza focale.
Questo apparato capta solo la componente ultravioletta della `luce
Cerenkov' prodotta da uno sciame generato da un raggio cosmico, ed e'
`cieco' alla luce visibile, per cui la sua estrema sensibilita' non viene
disturbata dalla luce emessa da stelle brillanti o dalla Luna.
Sullo sfondo e' visibile il Telescopio nazionale Galileo.
(JPEG, 172 K) (INFN) |