Le rocce planetarie derivano dall'accumulo di particelle solide,
generalmente cristalline, prodotte dalla condensazione della nebulosa
protosolare.
Le Condriti testimoniano gli stadi piu' primitivi dell'evoluzione dei
corpi planetari. Le Acondriti sono rocce piu' evolute che hanno subito
una differenziazione per fusione durante processi magmatici.
La varieta' delle meteoriti raccolte documenta la loro provenienza da
corpi planetari diversi: e' accertata l'appartenenza di frammenti
staccatisi per impatti violenti da grossi corpi quali Marte e la Luna,
tuttavia la maggioranza delle meteoriti deriva da oggetti minori del
Sistema Solare quali gli asteroidi.
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Materia prodotta dalla esplosione di una supernova nell'Anello del Cigno:
esempio del possibile scenario da cui hanno tratto origine il Sole e il
suo sistema planetario. (JPEG, 398 K)
(NASA-STScI) |
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Immagine artistica di un
disco protosolare :
il materiale espulso dalla supernova sta prendendo nuova forma. (JPEG, 127 K)
(D.Berry, STScI) |
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Schema del Sistema Solare con la fascia degli asteroidi fra le orbite di
Marte e Giove. (JPEG, 337 K)
(Ward's Science Graphics) |
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Ida, esempio di corpo roccioso asteroidale. (JPEG, 206 K) (NASA-JPL) |
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Abbondanze relative dei diversi tipi di meteorite caduti.
Come si puo' vedere nella maggior parte si tratta di materiale originario
non differenziato.
(JPEG, 355 K)
(Universita' di Padova, CNR) |
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Composizione chimica dei principali minerali trovati nelle meteoriti.
(JPEG, 448 K)
(Universita' di Padova, CNR) |
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Brenham : PALLASITE: cristalli di olivina cementati in una matrice di
kamacite e taenite. Non sono note, ma ipotizzabili rocce terrestri simili.
(JPEG, 458 K)
(Ward's catalogue, Rochester, NY) |
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Fermo: CONDRITE brecciata. Particolare di un clasto di tipo
H3: olivina, pirosseni, kamacite, taenite e troilite. Non sono note, ne'
ipotizzabili, rocce terrestri analoghe. Le condriti infatti rappresentano
materiale primitivo indifferenziato. In particolare le condriti carbonacee
mostrano un'abbondanza relativa in elementi chimici simile a quella della
fotosfera solare.
(JPEG, 436 K) (Universita' di Padova, CNR) |
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Flusso annuale di materiale interplanetario. (JPEG, 394 K) (Universita' di Padova, CNR) |
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Cratere di impatto Aristarcus sulla superficie della Luna.
La morfologia a piu' anelli concentrici con picco centrale e' tipica di
un impatto ad alta energia.
(JPEG, 401 K) (NASA-JPL) |
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Ricostruzione artistica di un evento di collisione tra asteroidi, le velocita' relative possono superare i 5 km al secondo. (JPEG, 408 K) |
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Immagine cartografica del continente Antartico.
Gli asterischi indicano le zone di "trappola" glaciologica in cui le
meteoriti vengono concentrate.
(JPEG, 690 K)
(De Agostini) |
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Ricerca di meteoriti nella zona di "ghiaccio blu" di Frontier Mountain.
IX Spedizione Italiana in Antartide, 1993/94.
(JPEG, 299 K) (Programma Nazionale di Ricerca in Antartide, PNRA) |
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FRO 93348. Il campione di meteorite di maggiori dimensioni (1.6 kg)
trovato a Frontier Mountain e qui esposto.
(JPEG, 257 K) (PNRA) |
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Dactyl, Il primo satellite di un asteroide.
Pur di soli 1,5 km di diametro, sarebbe gia' sufficiente a provocare una
catastrofe planetaria se cadesse sulla Terra.
(JPEG, 21 K) (NASA-JPL) |
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La regione del nucleo della cometa Hyakutake fotografata dal Telescopio
Spaziale il 25 marzo 1996. (JPEG, 36 K) (NASA-STScI) |
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La cometa di Halley si allontana sullo sfondo della Via Lattea dopo il
passaggio del 1986. La rivedremo nei pressi della Terra solo nel 2061.
(JPEG, 531 K)
(ESO) |
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Le comete hanno un nucleo di piccole dimensioni, composto di ghiacci e
polveri, facilmente disgregabile sotto l'azione dell'energia solare e delle
forze mareali
dei pianeti maggiori.
Nel 1992 la cometa Shoemaker-Levy, nel suo percorso verso il Sole, venne
catturata da Giove ma si spezzo' in numerosi frammenti, come un filo di
perle luminose, che finirono per precipitare sul pianeta nel luglio del
1994.
(JPEG, 102 K) (NASA-STScI) |
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Immagine di Giove in luce ultravioletta che evidenzia le aree di impatto
dei frammenti della cometa Shoemaker-Levy, identificati con lettere
dell'alfabeto.
(JPEG, 272 K) (NASA-STScI) |