
Ecco un breve riassunto dei lavori presentati dai soci EAAE a Physics on Stage:
Luciana Ceccacci(ins. Referente) presenta
ASTRONOMIA IN PIAZZA -Il Big bang a passi di
danza: un progetto conclude
il lavoro svolto nel corso degli ultimi tre anni scolastici. Tutti i bambini hanno manifestato grande
interesse per l’astronomia fin dalla più tenera età e, quindi, non è stato
difficile motivarli. Il lavoro che gli alunni delle classi VC e VD hanno
realizzato è stato entusiasmante soprattutto per loro che lo hanno privilegiato
fra tutte le altre attività didattiche. Hanno
intensamente collaborato con domande, formulazione di ipotesi, ricerche e
verifiche. Anche gli insegnanti sono stati coinvolti emotivamente in
un’attività ricca di gratificazione e nella ricerca di notizie utilizzando
riviste scientifiche, testi specifici, cd-rom, eccetera. Il nostro scopo è
quello di gettare le basi per un approfondimento più consapevole
sull’astronomia e di trovare il modo di trasmettere, in forma ludica e
comprensibile, eventi scientifici complessi e lontani dall’esperienza
quotidiana.

-Ricerche individuali e di gruppo
-Utilizzazione di riviste e testi specifici
-Interviste con esperti
-Produzione di testi letterari e poetici
-Ideazione di attività ludico-motorie per rappresentare eventi scientifici
-Progettazione di modelli plastici
FINALITA’ SPECIFICHE
-Acquisire la capacità di comunicare anche attraverso l’uso di linguaggi alternativi
- Acquisire la capacità di arricchire le conoscenze utilizzando canali non convenzionali
-Sviluppare atteggiamenti collaborativi
-Acquisire la capacità di utilizzare sistemi e tecnologie informatiche.
Maria Pia Cedrini ha presentato un lavoro svolto con alcune classi elementari: "L'eclisse solare a scuola". Il lavoro e' composto di tre parti:
1. una parte "scientifica" di
rappresentazione di Sole Terra e Luna con distanze e dimensioni in scala

Fig1- una bambina guarda attraverso lo strumento appositamente costruito
2. una parte "letteraria" con raccolta di favole, proverbi, leggende legate alla Luna

Fig 2- due filastrocche dei bambini
3. una parte "artistica"in cui e'
stato analizzato il dipinto di arte contemporanea "L'eclisse"
di Roy Liechtenstein. Il quadro e' stato proiettato sulla parete della
palestra, riprodotto su grandi lenzuola e i bambini hanno interpretato le varie
parti rielaborandole con fantasia e capacita' espressiva.

Fig.3 - quattro lenzuoli con le interpretazioni pittoriche dei bambini
Fabio Mantovani ha presentato UN
UNIVERSO DI COLORI, un percorso didattico il cui grande vantaggio
consiste nell’estrema flessibilità di attuazione a seconda dell’età e della
preparazione culturale degli studenti con i quali si interagisce.
La struttura del percorso didattico permette di partire con conoscenze minime sulla natura della luce e del fenomeno della dispersione della luce con un prisma. Mano a mano che lo studente si interroga e verifica se le proprie intuizioni sono corrette, il docente formalizzerà le conclusioni definendo concetti via via più articolati a seconda degli obiettivi del corso scolastico.

Fig4. Una serie di atmosfere liquide prodotte dagli studenti in laboratorio
Come primo approccio con i fenomeni legati alla luce viene fatto usare ai ragazzi un prisma per scomporre la luce bianca proveniente da una finestra. Dopo essersi interrogati su cosa succede all’interno del prisma, si introducono i concetti di "dispersione della luce" e di "spettro". Quindi viene presentato agli studenti uno spettroscopio e, dopo aver osservato la luce di una lampadina ad incandescenza,una lampada al neon e svariate lampade colorate si raccolgono le loro impressioni. Il docente sceglie lo ‘step’ successivo a seconda delle curiosità dei ragazzi. Il percorso si e’ rivelato estremamente flessibile e stimolante;per molte delle esperienze relative all’esplorazione delle atmosfere dei pianeti si é introdotto il contesto storico nel quale esse sono state fatte per la prima volta: frequenti sono stati, infatti, i riferimenti a Fraunhofer e Herschel. Il confronto di spettri osservati e misurati in laboratorio con dati raccolti in Internet ha fatto comprendere agli studenti come la spettroscopia sia un utile strumento di indagine in numerose discipline scientifiche, dall’astrofisica alla fisica dell’atmosfera, dalla biofisica allo studio dell’inquinamento.
Una parte del percorso didattico è stata concretizzata con studenti delle scuole elementari, medie, superiori (presso l’Aula Didattica Planetario di Bologna), mentre la parte finale del percorso è stata messa in pratica con studenti di un corso di diploma universitario (presso il Dipartimento di Fisica di Ferrara).
Pino Zappalà, socio EAAE presente a Ginevra ha scritto un articolo sul lavoro di Angela Misiano e di "ANTONIO e Fortunato che sono arrivati a Ginevra da Reggio Calabria per presentare il lavoro di ricerca della loro classe, la quinta N del liceo scientifico «Leonardo da Vinci». Un viaggio avventuroso, con tanti scali, ma non come quello di Ulisse nell'Odissea di Omero, viaggio che, con i compagni di classe e alcuni loro insegnanti, i due ragazzi hanno indagato dal punto di vista naturalistico e astronomico. «Sulla rotta di Omero» è il titolo del progetto,
che è diventato anche un CD-Rom... La quinta N ha preso in considerazione quella che individua l'itineraro sulla base dei dati direzionali dei venti e della descrizione del cielo fornita da Omero.
L'itinerario parte dalle rovine di Troia, conduce in Tunisia e Malta, intorno alla Sicilia, e infine,passando per la Calabria, a Itaca. Naturalmente i percorsi più approfonditi sono quelli calabresi: da Imera a Scilla e Cariddi e quello dall'Isola di Ogigia alla Terra dei Feaci. Il primo si snoda sulla costa calabra a sinistra dell'ingresso settentrionale dello Stretto di Messina (Odissea XII, 101 - 104). Cruciale è stato localizzare la terra dei Feaci. Le diverse teorie la collocano nei posti più disparati, dalla Palestina, all'Istria alla Germania. La questione nasce dai dati contraddittori riportati nell'Odissea, secondo i quali la Terra dei Feaci vista dalla Grecia giace una volta davanti e una volta dietro Scilla e Cariddi. Riflettendo sui dati di Omero e cercando d’individuare un paese che stia contemporaneamente dietro
e davanti lo stretto, i ragazzi con i loro insegnanti hanno pensato alla Calabria, la cui costa occidentale si affaccia sul Tirreno e quella orientale sullo Ionio. .... Soffermandosi sull'Orsa Maggiore, la considera l’unica costellazione circumpolare, e quindi schiva dall’immergersi nelle acque. Strabone (geografo nato ad Amasia, Asia minore, nel 64-63 a.C. e morto ad Amasia nel 25 d.C.) in questa indicazione vide un accenno ai limiti settentrionali della Terra e suppose che Omero volesse alludere al Circolo Artico. Nel libro X dell'Odissea (verso 86) per indicare un luogo molto a settentrione, la città di Lamo, rileva la circostanza che il crepuscolo della sera si prolunga fino a confondersi con l’alba successiva. Questa indicazione, probabilmente una reminiscenza fenicia, suggerisce anche che il viaggio si svolge d'estate: il fenomeno si verifica a latitudini elevate durante il solstizio estivo e dura circa due mesi."
Maria GraziaPancaldi (ins. area scientifica) (VIII Circolo Didattico di Bologna) presenta un Cd-rom che racchiude in sé il percorso didattico sulle scienze seguito in un team con due classi elementari dalla prima alla quinta. Questo percorso, svolto in collaborazione con l'Aula didattica Planetario di Bologna, si è basato sulla necessità dell'apprendimento da parte dei bambini del "metodo di indagine scientifico". Particolare interesse riveste il primo punto: Percorso di scienze astronomiche per il primo ciclo della scuola elementare.
Dalla costruzione del primo "grafico" con argomento: "Dove ho trascorso le vacanze estive? il lavoro è continuato con le sistematiche osservazioni sullo stato del tempo, successivamente sono stati realizzati i grafici relativi ad ogni mese.
In seconda i bambini hanno subito affrontato le osservazioni sul ciclo dell'acqua (evaporazione, condensazione) ed hanno osservato come cambia la temperatura dell'acqua se viene esposta ai raggi del Sole. L'occasione dell'esperimento (il termometro immerso nell'acqua) ci ha fornito l'occasione per fare osservazioni con specchi e scoprire la riflessione e la rifrazione. Abbiamo esaminato le lenti d'ingrandimento ed abbiamo scoperto cosa sia il "fuoco" di una lente quando siamo riusciti a dare fuoco ad un pezzettino di carta. Una attività sulla carta si è conclusa con la realizzazione di carta igroscopica.
Il
percorso del secondo anno è poi stato concluso con l'osservazione, a occhio
nudo e fotografica, della cometa Hale Bopp.
L'attività è continuata con semplici nozioni di fotografia e su come sono fatte le pellicole fotografiche (sensibilità) e culminata con la foto della cometa da una collina vicina a Bologna. Dopo aver scelto il negativo migliore, e' stata allestito una camera oscura e ogni bambino ha potuto stampare la foto della "sua" cometa.
Ugualmente interessante dal punto di vista scientifico può considerarsi il percorso della quinta Inquinando, inquinando … salute ti saluto! (a.s. 1999/2000), dove i bambini hanno analizzato le condizioni dell'inquinamento ambientale attraverso metodi alla loro portata con strumenti costruiti da loro stessi. Le classi sono state divise in gruppi che hanno lavorato autonomamente sui vari tipi di inquinamento (acustico, luminoso, idrico, atmosferico, elettromagnetico), i bambini hanno ideato piccole osservazioni per rilevarli. L'inquinamento elettromagnetico è stato autonomamente introdotto dai bambini, sulla scia di articoli apparsi su giornali, a questo punto è diventato di particolare importanza cercare di dare loro il concetto di "campo" concetto particolarmente difficile da raggiungere per un bambino di dieci anni che deve rendersi conto di qualche cosa che raramente i suoi sensi rilevano.
Paola Zorzi ha presentato il "Viaggio
alla scoperta dei pianeti del Sistema Solare", argomento della sua tesi di
laurea in cui ha sperimentato un percorso didattico per la
scuola elementare. Questo progetto si propone di introdurre lo studio del
Sistema Solare come sistema fisico unitario, utilizzando pochi ma importanti
concetti e dati di base che permettano ai bambini di ottenere una conoscenza
solida degli aspetti fondamentali del Sistema Solare, dei corpi che lo
compongono e delle leggi che ne governano la vita e l’evoluzione. L’esperienza
è rivolta a bambini dai 7 ai 10 anni (quindi dalla II alla V elementare della
scuola italiana). L’attività consiste nello studio e nella successiva
realizzazione di un modello del Sistema Solare in scala. Il tempo necessario
per svolgere il percorso e di circa un quadrimestre con incontri di 3 ore alla
settimana; il materiale occorrente per la costruzione tridimensionale dei
pianeti consiste in palline di polistirolo di varie misure, palloni da
psicomotricità, ovatta sintetica, cartapesta, colori.
I concetti guida
che caratterizzano questa impostazione del lavoro e che quindi sono poi
suscettibili di verifiche, sono tre:
1) la dominanza
della massa del Sole dal punto di vista meccanico;
2) l’esistenza del
campo di radiazione del Sole dal punto di vista energetico;
3) l’andamento del
campo gravitazionale.
Lo svolgimento
dell'attivita' ha seguito diverse fasi:
a) la ricerca delle caratteristiche fisiche dei pianeti e del Sistema Solare:
anche grazie all’utilizzo dei mezzi multimediali. 
b) le attività
pratiche, sono state introdotte per riproporre in modo
diverso argomenti particolarmente importanti o complessi. Sono semplici
esperimenti fatti in classe dai ragazzi: per esempio si spiega lo
schiacciamento polare facendo costruire ai ragazzi un pianeta in cartoncino
(nella figura).
c) la
costruzione tridimensionale dei modellini dei pianeti in scala: è un momento
importante durante il quale i bambini memorizzano le informazioni raccolte. I
materiali usati per la costruzione dei pianeti rispecchiano, per quanto
possibile, la loro reale natura: materiali rigidi (palline di polistirolo
avvolte in cartapesta) vengono utilizzati per la costruzione dei pianeti
terrestri, mentre ci si serve di materiali soffici (palloni da psicomotricità
ricoperti di ovatta sintetica) per i pianeti giganti.
d) la
realizzazione del Sistema Solare in scala: questa fase consiste nella
collocazione, lungo un percorso di 100 metri, dei modellini dei pianeti
ciascuno nella posizione prevista dalla scala.
e) le verifiche dell’apprendimento avvenute sia con disegni sia con brevi test.